Cimiteri, luoghi di vita

I cimiteri sono da sempre luoghi per ricordare familiari e amici che ci hanno lasciato. Luoghi dove, nel tempo, si rinnovano la memoria e gli affetti verso le persone che non abitano più questa terra. Nel nostro ideale, il cimitero, è un luogo silenzioso e discreto, dove deve regnare la sobrietà e il riserbo. Ma, in alcune parti del mondo, e anche in importanti cimiteri italiani, questi luoghi vogliono essere vissuti in una maniera diversa, scegliendo arti come la musica e la danza come strumento di vicinanza ed empatia per ricordare chi questi luoghi li abita.

In Italia sono stati anche definiti “oltraggiosi”, ma in diverse parti del mondo gli eventi culturali organizzati all’interno di un cimitero sono qualcosa di “normale”. E se una parte di italiani è schierata dalla parte del “no” esistono occasioni internazionali, e non, istituite come momento per la scoperta e valorizzazione di questi luoghi sacri. In questo articolo vi porteremo alla scoperta di alcuni degli eventi che si svolgono nei cimiteri. 

Hollywood Forever di Los Angeles

Più che un cimitero, sembra un set cinematografico. L’Hollywood Forever, cimitero monumentale ubicato nella città di Los Angeles, si trova a pochi passi dagli storici studi della Paramount Pictures ed è qui che ogni 1 novembre la comunità ispanica festeggia il Giorno dei Morti (in spagnolo Día de Los Muertos), con una meravigliosa manifestazione che dura un giorno intero e che coinvolge l‘intera città. Durante l’evento tutta l’area è allestita a festa e, oltre a banchetti e spettacoli, presso una delle numerose aree verdi viene allestito un palco per i live set. E’ davvero strano passeggiare tra le tombe dei più famosi musicisti e divi del cinema, avendo però la sensazione di essere ad un più tradizionale festival folkloristico.

Cimitero di San Cataldo a Modena

Negli ultimi anni San Cataldo è diventato una sorta di polo culturale dove musica, teatro e cinema trovano una cornice suggestiva e metafisica per insolite performance. Le porte del complesso monumentale si sono aperte in diverse occasioni: per il Festival di Filosofia, per una serata di Opera del Don Giovanni di Mozart (per “Fuori Luogo”), dove il palco è stato allestito presso la zona verde che si trova davanti all’opera di Rossi e Braghieri e infine, per accogliere alcune riprese cinematografiche girate da Luca Guadagnino per la serie di Sky-Hbo “We Are Who We Are” . Altro evento culturale che trovate “in rassegna” al cimitero di Modena è l’annuale rassegna “Storie del giardino di pietra”, visite teatrali organizzate dai Musei di Modena e Teatro Cajka, a sugellare il forte rapporto che questo luogo custodisce, tra arte e storia locale.

La Certosa di Bologna

Il suggestivo complesso monumentale de La Certosa di Bologna è stato palcoscenico di diverse e importanti manifestazioni culturali e artistiche dell’estate bolognese. Il cimitero ha infatti ospitato, e si spera tornerà a farlo presto, una serie di eventi che spaziano dalle manifestazioni teatrali, a visite guidate diurne e notturne, da conferenze a percorsi tematici per conoscere questo importante complesso. 

Abbiamo già visto, nel nostro articolo sui cimiteri monumentali, quanto questi luoghi possano essere densi di storie e cultura da tramandare alle diverse generazioni. 

Vero, dobbiamo sempre ricordarci che questi posti sono sacri e come tali devono essere vissuti. L’idea di vivere la bellezza della vita in un posto di morte crea una antitesi suggestiva e va a rendere onore ai defunti che hanno dedicato la loro vita alle arti, oltre a essere un modo suggestivo per farci sentire più vicini ai nostri cari che magari riposano poco distante.

Noi delle onoranze funebri Emidio e Alfredo de Florentiis vediamo che i cimiteri sono luoghi sacri, carichi di significato e simbolismo, sono il luogo del ricordo, dove si celebra la morte e si ricorda la persona che non c’è più. Ma sappiamo che questi luoghi possono essere celebrati e vissuti anche in altre maniere, magari non convenzionali, ma altrettanto rispettose e suggestive.

Las dias de los muertos

Il Día de los Muertos (Giorno dei Morti) è una delle celebrazioni messicane più famose. Nata come festa per ricordare i defunti, la commemorazione si tiene ogni anno tra il 28 ottobre e il 2 novembre. 

È una festa sentita e importante, lunga cinque giorni, ricca di tradizioni e riti, che celebra la morte ma anche la vita tra colori, calaveras (i tipici teschi decorati con i fiori) e festosi cortei per le strade. 

Le origini di questa festa sono antichissime e risalgono alle civiltà precolombiane, quando i defunti venivano commemorati per due mesi interi. 

“nel 2008 l’UNESCO ha riconosciuto l’importanza di Día de los Muertos aggiungendo la festività alla sua lista di patrimonio culturale immateriale dell’umanità”

Ogni giornata è dedicata a diversi defunti: il 28 ottobre a chi è morto per incidente o cause violente, il 29 ai morti per annegamento, il 30 alle anime solitarie o dimenticate, il 31 ai mai nati o morti prima del battesimo, il 1° novembre ai bambini morti, l’1 e il 2 novembre al ritorno dei defunti sulla terra.

Per gli antichi mesoamericani la morte non aveva le connotazioni morali della religione cattolica, nella quale le idee di inferno e paradiso servono per punire o premiare. Al contrario, essi credevano che le rotte destinate alle anime dei morti fossero determinate dal tipo di trapasso e non causate dal loro comportamento in vita. 

Infatti, anticamente, i defunti potevano prendere la direzione del:

Tlalocan o paradiso di Tláloc, dio della pioggia. In questo luogo si dirigevano quelli che morivano in circostanze relazionate all’acqua e coloro che morivano per malattie come l’edema, la scabbia o le pustole, così come i bambini sacrificati al dio. 

Omeyocan, paradiso del sole, presieduto da Huitzilopochtli, il dio della guerra. In questo posto arrivavano solo i morti in combattimento, i prigionieri sacrificati e le donne che morivano durante il parto, considerate dello stesso rango dei guerrieri.

Mictlán, che era destinato alle morti naturali. Questo posto era abitato da Mictlantecuhtli e Mictacacíhuatl, signore e signora della morte. 

Chichihuacuauhco, cioè il luogo dove arrivavano i bambini morti, nel quale si trovava un albero dai cui rami gocciolava latte. I bambini sarebbero rimasti in questo luogo fino alla fine della razza umana, e successivamente rimandati sulla terra per ripopolarla.

Oggi le commemorazioni sono dense di riti e significati. Durante questi giorni si fa visita ai cimiteri e si adornano le tombe dei propri cari con candele, fiori, pane, vino e piatti speciali in onore degli antenati. 

Un elemento molto importante è l’altare che deve essere allestito facendo attenzione a rappresentare i quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco e viene solitamente collocato in salotto o sala da pranzo per la condivisione con tutta la famiglia. Sull’altare vengono posti diversi elementi importanti, alcuni variano da città a città,  e si tende a creare più livelli, dove ogni livello rappresenta un elemento e un passo dal cammino tra la terra e il cielo. Requisito fondamentale perché i defunti possano raggiungere la Terra è esporre sull’altare una loro foto da vivi.

I simboli più conosciuti di questa festa sono i teschi colorati, i calaveras. Le calaveras si vedono in tutto il Messico e sono ricorrenti nei disegni e nelle incisioni delle rovine preispaniche degli  Aztechi e dei Maya fino ad oggi dove vengono rappresentati in graffiti, in vestiti, in gioielli e nei tattoo.

I calaveras ci ricordano di celebrare la nostra  vita e la nostra mortalità, di guardare al passato e al futuro, ma rimanendo nel presente, e sono un modo per riconoscere che la vita è sacra, e che la morte è solo un altro rito di passaggio, non meno  sacro della vita stessa.

“i calaveras sono anche caramelle a forma di teschio. Sono  originariamente fatti di zucchero, ma oggi se ne trovano anche a base di cioccolato o di qualsiasi altra cosa dolce. Questi dolci vengono posti anche come offerta sull’altare dei defunti”

Non è la prima volta che noi di Emidio de Florentiis vi facciamo scoprire curiosità riguardanti la commemorazione della morte nelle varie parti del mondo. Ogni cultura ha i suoi riti, le sue tradizioni e il suo folklore. Celebrare la morte per celebrare la vita, potremmo riassumere così la dias de los muertos.

Per altre curiosità sul nostro lavoro e sulla tematica della morte, continua e seguire il nostro blog.

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