Boschi Vivi: quando l’ultimo saluto diventa un albero

C’è qualcosa di molto antico nell’idea di essere ricordati attraverso un albero, che viene prima dei cimiteri come li conosciamo oggi, prima delle lapidi e dei marmi bianchi, prima ancora che l’uomo costruisse città e strade. Esiste un legame profondo e mai spezzato tra la vita, la morte e la natura, un legame che attraversa millenni, continenti, culture diverse, che ci porta a guardare certi boschi con quella sensazione strana e difficile da spiegare, che torna sempre a galla, e negli ultimi anni, questo legame ha trovato nuove forme concrete. Ne abbiamo già parlato in passato su questo blog, raccontando la Capsula Mundi e le sepolture green nel mondo, dove barriere coralline, compost naturale e bare in micelio stanno ridisegnando il rapporto tra morte e ambiente. Oggi vogliamo parlarvi di un’altra realtà, tutta italiana, che va nella stessa direzione, che si chiama Boschi Vivi

L’albero come confine tra i mondi: una storia lunga millenni

Per comprendere perché l’idea di essere sepolti sotto un albero tocca qualcosa di così intimo e universale, bisogna andare lontano. Molto lontano. Nella mitologia dei Greci, dei Romani, dei Celti e di molti altri popoli, numerose erano le specie di alberi sacri o comunque in qualche modo collegate al culto delle divinità: la quercia a Zeus e a Pan, il cipresso, tuttora simbolo di morte presso vari popoli, al dio degli Inferi Plutone, il salice ad Osiride. Gli alberi hanno sempre rappresentato una categoria simbolica fondamentale: erano il punto in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si toccavano. Le radici scendevano sotto terra, nel regno oscuro, i rami salivano verso il cielo, verso il divino, il tronco era l’asse, il confine, il passaggio.

Cosa dicevano i filosofi

Il tema non è rimasto confinato alla mitologia. Nei secoli, anche i grandi pensatori si sono misurati con il rapporto tra l’essere umano, la natura e la morte.

Baruch Spinoza, il filosofo olandese del Seicento, aveva costruito il suo intero sistema di pensiero attorno a un’idea rivoluzionaria: sacro e natura sono in realtà coincidenti, senza alcuna distinzione tra Dio e Natura. Per Spinoza l’uomo non è un essere separato dal mondo che lo circonda, ma una piccola parte di un tutto molto più grande, governato da leggi universali e necessarie. Questa visione aveva conseguenze enormi anche sul modo di pensare alla morte. Come scrive Spinoza nell’Etica: “L’uomo libero non pensa ad altro che alla morte, e la sua saggezza è una meditazione non sulla morte, ma sulla vita.” Non una negazione, non una rimozione, semplicemente la morte fa parte dell’ordine naturale delle cose, e il saggio vi si rapporta con serenità, non con terrore.

La sepoltura silvestre nel mondo

La sepoltura in boschi e aree naturali non è un’invenzione recente, né esclusivamente italiana. Ha radici che affondano in decenni di riflessione e sperimentazione in diversi paesi. Il primo woodland burial ground in Gran Bretagna fu creato nel 1993 a Carlisle Cemetery, e fu chiamato semplicemente The Woodland Burial. Da allora, quasi 300 aree naturali dedicate alle sepolture boschive sono sorte nel solo territorio britannico. L’idea era semplice: permettere alle persone di scegliere un posto nella natura invece di una lapide in un cimitero tradizionale. Niente imbalsamazione, niente cemento, niente materiali che non si degradano. Solo terra, corpo o ceneri, e un seme o un albero a segnare il luogo.

In Francia, nel 2019, a Ivry-sur-Seine, vicino a Parigi, è nato il primo cimitero verde all’interno di un cimitero già esistente, dedicato esclusivamente a sepolture ecologiche, dove è possibile seppellire corpi senza imbalsamazione o interrare urne cinerarie. Negli Stati Uniti, il movimento è ancora più consolidato. Esistono cimiteri naturali dove le aree assomigliano a riserve selvagge più che a camposanti, con lapidi piatte in pietra naturale o semplicemente con coordinate GPS che permettono ai familiari di ritrovare il posto. Secondo un rapporto NFDA, almeno 3 persone su 5 negli Stati Uniti hanno espresso interesse nelle sepolture verdi, che prevedono l’utilizzo di materiali non tossici e biodegradabili. 

L’Italia, come spesso accade, arriva con qualche anno di ritardo rispetto al Nord Europa e agli States, ma lo fa con una propria identità e sensibilità. Ed è qui che entra in gioco Boschi Vivi.

Un bosco vero, non una metafora

Boschi Vivi è una cooperativa e un progetto di economia circolare: si tratta dell’unico servizio di interramento delle ceneri che opera in aree boschive in Italia e che reinveste i propri utili in progetti di salvaguardia dei boschi e dei paesaggi. Nata nel marzo 2016, si pone l’obiettivo di rendere il bosco prescelto per l’interramento un luogo partecipato. Il funzionamento è chiaro nel suo concetto: si sceglie un albero tra quelli disponibili nel bosco, concesso in uso alla cooperativa da privati o enti pubblici, e l’urna biodegradabile viene interrata ai suoi piedi. Ogni albero è identificato attraverso un numero riportato su una targhetta affissa al tronco, catalogato in un archivio digitale e georeferenziato tramite un sistema GPS. Il numero identificativo dell’albero permette di individuarlo immediatamente all’interno della mappa che si trova all’ingresso del bosco.

I familiari possono visitare il luogo in qualsiasi momento, percorrendo i sentieri e  stare un po’ in silenzio tra le foglie. Non ci sono lapidi, candele o fiori recisi, ma solo natura, in tutte le sue sfaccettature. Il bosco è completamente fruibile, grazie a una rete di sentieri pensata per favorire la completa accessibilità a tutti gli alberi. I cari possono liberamente organizzare la cerimonia nel modo che ritengono più opportuno, nel rispetto delle regole dell’area boschiva e concordando anticipatamente le modalità con Boschi Vivi. La cerimonia nel bosco è successiva alla cremazione e si configura come un secondo momento di commemorazione, per il quale i cari possono, se lo desiderano, contattare un oratore laico o un sacerdote. 

Boschi Vivi offre diverse tipologie di albero: quello di comunità può ospitare fino a 10 persone che non necessariamente hanno legami amicali o familiari, quello personale accoglie le urne di un unico soggetto, quello di famiglia ha fino a 4 posti, e quello di coppia completa l’offerta. Un’area del bosco è dedicata agli animali e un’altra alle persone che desiderano essere interrate con il proprio amico a quattro zampe, un pensiero che molte famiglie, oggi, trovano importante. I contratti hanno una durata dai 20 ai 40 anni. 

Non solo un luogo della memoria, anche un gesto per il futuro

Quello che rende Boschi Vivi ancora più interessante è la sua dimensione ecologica, che va ben oltre il singolo gesto individuale. Boschi Vivi è l’unico servizio cimiteriale che reinveste i proventi della sua attività in progetti di salvaguardia ambientale. Questi vengono utilizzati per migliorare il servizio, per la salvaguardia del bosco nel quale sono situate le urne e per progetti di riqualificazione di altri boschi, anche dove la cooperativa non opera con gli interramenti. Il progetto vuole rispondere a problemi ambientali legati all’abbandono di aree rurali boschive e al conseguente dissesto idrogeologico, collegando la manutenzione boschiva a un servizio, quello cimiteriale, necessario, che ha l’opportunità di essere ri-concepito secondo schemi strategici di reale sostenibilità ambientale, sociale ed economica. 

Chi sceglie questa strada non lascia solo una traccia affettiva. Lascia qualcosa che cresce, che respira, che cambia con le stagioni e che contribuisce a tenere vivo un pezzo di natura italiana. Guardare un albero e sapere che lì, sotto quella corteccia che si riconosce tra mille, c’è ancora qualcosa della persona che abbiamo amato è un’esperienza potente. Non è per tutti, ed è giusto che sia così. Il mondo del commiato è fatto di scelte diverse, di sensibilità diverse, di tradizioni diverse. C’è chi trova conforto nella cerimonia in chiesa, chi nel silenzio del cimitero, chi in un gesto più intimo e naturale. Ma conoscere questa possibilità, sapere che esiste, che è legale, che è seria e curata nei dettagli, può fare la differenza per qualcuno. 

L’importante è che ogni famiglia possa scegliere con consapevolezza. E per farlo, è utile conoscere tutte le possibilità, da quelle più tradizionali a quelle più innovative. Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis siamo sempre disponibili ad ascoltarti e a raccontarti quello che esiste, a rispondere alle domande che spesso non si sa nemmeno come formulare. Perché ogni addio merita di essere pensato, e scelto con cura e, come ci insegnano millenni di storia, di filosofia e di miti, l’essere umano ha sempre avuto bisogno di dare un senso al passaggio, non solo per chi parte, ma soprattutto per chi resta.