
Fin dai tempi più antichi, il mezzo più comune per il trasporto dei feretri era il carro trainato da cavalli; una tradizione che si è protratta in tutta l’Europa fino agli anni Venti del secolo scorso. Tra la prima guerra mondiale e il secondo dopoguerra, cominciarono a diffondersi le auto-funebri grazie alla riconversione di ambulanze militari dismesse a uso civile. Il termine carro funebre è, tuttavia, rimasto di uso comune anche per designare le auto-funebri. Oggi, i tradizionali carri trainati da quadrighe di cavalli neri sono riservati a cortei funebri di particolare importanza, cerimonie di Stato o dove si vuole conferire particolare prestigio e visibilità al defunto.
Le auto-funebri devono però essere trasformate e omologate per l’uso richiesto; infatti, la struttura e la tipologia di auto-funebre più diffusa è quella di una vettura dotata di telaio allungato tipo station wagon/giardinetta. La vettura deve poter contenere comodamente il feretro e le eventuali decorazioni floreali. Il fondo è dotata di guide metalliche a scorrimento per agevolare lo scivolamento verso l’interno e l’estrazione del feretro. La cappotta può essere interamente vetrata per consentire la visione del feretro oppure chiusa. Il feretro è separato dalla cabina anteriore di guida che può ospitare l’autista e almeno due accompagnatori (addetti dell’agenzia funebre o familiari del defunto).
Il carro funebre, destinato al trasporto di cadaveri, come già accennato, deve seguire delle norme ben precise, infatti, nel Capo IV del regolamento di polizia mortuaria, sono elencati gli elementi obbligatori che lo rendono a prova di legge:
- deve essere rivestito all’interno con lamiera metallica o comunque qualsiasi altro materiale facilmente lavabile e disinfettabile, oltre che impermeabile.
- Il feretro interno deve consentire lo scivolamento della bara per facilitare il momento di estrazione della stessa
La maggior parte dei carri funebri è realizzata artigianalmente ed è il frutto dell’abilità e della maestria di lunghe tradizioni di carrozzieri, meccanici, tappezzieri e progettisti che, quasi a mano, utilizzano i telai di modelli di auto di serie e le elaborano, tagliandole, allungandole e aggiungendo tutti i componenti adatti per trasformarle in auto funebri (fregi, imbottiture, portellone, ecc). Con il tempo, i costruttori di carri funebri, si sono orientati su modelli di automobili di pregio: negli anni 60 e 70 si usavano soprattutto le grosse berline Fiat, che allora rappresentavano il meglio del mercato automobilistico. Oggi i modelli preferiti dai costruttori sono quelli marchiati Mercedes-Benz, ma anche Lancia o Maserati.
Ma come si fa a trasformare queste automobili in carri funebri?
Nella maggior parte dei casi si parte da mezzi semi-completi. Prima di iniziare la lavorazione, l’impianto elettrico dell’auto e tutti i condotti del carburante vengono rimossi. Successivamente il telaio del mezzo viene tagliato ottenendo due metà: quella anteriore e quella posteriore. Il passo del mezzo può essere così allungato sulla base delle esigenze di progettazione. Dopo di che le due metà vengono unite tramite prolunghe longitudinali rinforzate. Trattandosi del telaio del mezzo, la buona riuscita di questa fase della lavorazione è fondamentale. Successivamente vengono rimontati l’impianto elettrico e il circuito di alimentazione, e vengono ricostruiti i fondi e la carrozzeria viene rimontata tramite pannelli fatti su misura e verniciata. La lavorazione termina con l’installazione dei fregi e delle componenti che abbelliscono e rendono unico questo particolare mezzo di trasporto.
L’ultimo viaggio di un nostro caro è un momento toccante e estremamente delicato. Le agenzie funebri, come le Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, offrono sempre la soluzione più elegante e su misura per ogni esigenza di trasporto.



Il cimitero di Père-Lachaise si trova nel 20° arrondissement, a Parigi. Fu inaugurato nel 1804, ed è uno dei cimiteri monumentali più famosi e più grandi al mondo. All’entrata si può ritirare una mappa in cui sono indicate le tombe dei personaggi famosi sepolti in questo cimitero, tra i quali troviamo
Coloratissimo e vivace, il
È stato per oltre 300 anni, a partire dal
Anche in Italia i cimiteri monumentali sono sorti in seguito alle leggi Napoleoniche e, sono vere e proprie opere d’arte commissionate dalla ricca borghesia. Se il cimitero parigino di Père-Lachaise è il prototipo del cimitero monumentale ottocentesco, è in Italia, in particolare nel ricco e laborioso Nord, che il fenomeno conosce la sua massima espansione.
Oltre a queste meravigliose opere d’arte, i cimiteri custodiscono le spoglie di personaggi fondamentali per la nostra cultura. Nel solo famedio del Monumentale di Milano sono sepolti, tra gli altri, Arrigo Boito, Luigi Cagnola, Carlo Cattaneo, Francesco Hayez, Alessandro Manzoni, Salvatore Quasimodo e Arturo Toscanini.

Che sia per la distanza, che sia per altre impossibilità, non sempre riusciamo a presenziare al funerale di un nostro caro e, in questo periodo, segnato dalla




Dispersi nella stratosfera: per un appassionato di fisica o astronomia potrebbe essere una alternativa molto allietante. L’azienda statunitense
Riposo buddista: Il
Farsi diamante: un autentico diamante creato dalle ceneri dei propri affetti defunti.
La sepoltura silvestre: Si tratta di tumulare la salma in boschi o di foreste destinate appositamente a questo scopo. Questi cimiteri silvestri si trovano spesso immersi in paesaggi molto belli, lontani dai centri abitati e privi della tetra sensazione che spesso provocano i soliti cimiteri. Non ci sono lapidi nel senso tradizionale anche se possono esserci delle targhette con il solo nome e le date di nascita e morte. Talvolta la presenza della fossa è indicata da un albero, talvolta invece le sepolture sono assolutamente non contrassegnate. Diventa quindi sempre più diffuso l’utilizzo di bare biodegradabili e di altri materiali ecologici. È consigliabile pianificare la sepoltura con largo anticipo; in tal modo sarà forse possibile scegliere addirittura il punto della propria sepoltura (
Diventare corallo: le ceneri vengono mischiate con una speciale miscela di cemento. Successivamente viene calata in mare, vicino a una barriera corallina, dove viene colonizzata dai microrganismi e creature varie, tra cui anche i coralli. Il progetto si chiama


