I bambini d’acqua

La scomparsa di un figlio, soprattutto in tenera età è sempre una tragedia tremenda che genera molto dolore. Ma non dobbiamo dimenticarci che, purtroppo, esistono anche i bambini nati morti o i feti abortiti. Anche a questi, naturalmente con le dovute attenzioni e sensibilità, si possono rivolgere riti e credenze.

Di sicuro la più suggestiva è quella buddista, dove un bambino che muore prima di nascere non può andare in paradiso perché non ha mai avuto l’opportunità di accumulare un buon karma, ma viene mandato in un luogo chiamato sai no kawara sulle rive del fiume Sanzu. Questi riti prendono il nome di mizuko kuyō.

L’immaginario che circonda queste credenze è variegato, ed anch’esso è il risultato di evoluzioni storiche, ma possiamo dire che nella maggior parte dei casi la rappresentazione ricorrente è quella che vede gli spiriti dei bambini radunarsi lungo il fiume dei morti, e, incapaci di attraversarlo, perché alcuni demoni gli intralciano la strada, le piccole anime giocano, e cercano di costruire dei piccoli templi con i sassi del fiume, nella speranza che questa azione permetta loro di accumulare meriti e di raggiungere l’altra sponda del fiume o una rinascita immediata. 

Immancabilmente i demoni arrivano e distruggono senza pietà le costruzioni, e immancabilmente i piccoli spiriti ricominciano da capo. È un’immagine molto triste, dove la piccola anima è rappresentata sola, spesso dimenticata dai genitori, e incapace di liberarsi da questo luogo di pena, per certi versi simile al Limbo cristiano, a metà tra la vita e la morte. Questa situazione tragicamente senza uscita è tuttavia interrotta in diverse tradizioni dalla comparsa del bodhisattva Jizō, figura estremamente popolare in Giappone, che distrugge i demoni e salva i piccoli dal loro stato di tristezza e miseria. 

L’azione di Jizō contro i demoni, in difesa delle piccole anime solitarie, è estremamente rapida e totalizzante, e non lascia spazio alla descrizione dell’effettivo scontro tra queste due figure: in altre parole, non esiste un vero scontro tra bene e male, tra demoni e dio salvatore, ma anzi l’azione di Jizō è assoluta e totalizzante, garantendo alle anime dei piccoli bambini l’immediata salvezza. 

Nella pratica contemporanea, i mizuko kuyō si articolano in diverse attività culturali, che variano a secondo del rito. Un primo genere di riti è quello gestito dalle donne della comunità locale, spesso organizzate in associazioni informali dedicate a Jizō. Si tratta di una sorta di cura perpetua rivolta ad una statua collocata agli incroci o sul ciglio della strada: si posano dei fiori di fronte alla statua, la si lava di tanto in tanto, e si accende qualche bastoncino di incenso. Questi piccoli altari di Jizō, la cui protezione si rivolge tanto ai bambini morti in tenera età quanto ai bambini abortiti, sono spesso il più vicino possibile alle diverse comunità locali.

Esistono inoltre riti più complessi che esulano dalla sfera domestica o privata e sono di maggiore complessità. Tra i più diffusi troviamo il posizionamento di una statua ad immagine di Jizō all’interno di uno degli ormai numerosi cimiteri adibiti al culto dei mizuko. Tali cimiteri sono nati in origine all’interno di templi di diverse scuole buddhiste, ma si è assistito negli ultimi anni alla nascita di luoghi indipendenti che si occupano esclusivamente della commemorazione dei mizuko.

Vero, è una cultura molto diversa dalla nostra, che tende a celebrare il ricordo in maniera più intima. Possiamo trovare comunque due punti di incontro con la cultura italiana: il primo è che queste anime stanno in una zona dell’aldilà paragonabile al Limbo dei Bambini che, anche se non più menzionato nel catechismo di San Giovanni Paolo II, rimane un’ipotesi teologica possibile; il secondo è che queste anime sono in un posto neutro, in attesa di poter completare il proprio percorso nel buddismo o aspettando la misericordia di dio nel cristianesimo.

Questi riti, carichi di simbolismo e significati, appaiono molto diversi dai nostri, e effettivamente lo sono. Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis riteniamo comunque importante far conoscere queste tradizioni che arricchiscono il nostro bagaglio culturale e ci danno uno spunto di riflessione diverso rispetto al nostro.

Il rito funebre

Il rito funebre_

il rito funebre

I riti funebri sono sempre stati celebrati sin da quando l’uomo esiste sulla terra. Nelle grotte dello Shanidar in Iraq, ad esempio, sono stati scoperti degli scheletri di Neanderthal coperti da un caratteristico strato di polline: ciò ha suggerito che i morti potessero essere sepolti con un minimo di cerimoniale in cui il presunto omaggio floreale potrebbe rappresentare una sorta di simbolismo. 

Come già accennato, l’uomo ha sempre avuto un’attenzione particolare verso la morte e il rendere omaggio ai propri defunti. Ogni popolo, sin dall’antichità, ha avuto, e ha ancora, propri riti e tradizioni che si sono tramandate e si sono adattate ai tempi. 

Le somiglianze che interessano le diverse culture sono tante, ma sono profonde e radicate anche le differenze, ed è giusto e doveroso rispettarle in un momento tanto delicato. 

Sul nostro blog abbiamo già visto come vengono svolti i riti funebri laici o in determinate culture nel mondo, ma oggi vi vogliamo raccontare i riti funebri delle maggiori religioni nel mondo.

Rito funebre cattolico

Il cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo con oltre 2 miliardi di fedeli. In generale, il funerale cristiano è il rito che viene realizzato per il trapasso dell’anima del defunto dalla vita terrena a quella dei cieli. Il cristianesimo crede nell’esistenza dell’inferno, del purgatorio e del paradiso e, in base alle azioni svolte in vita, l’anima buona e senza peccato potrà andare in paradiso, mentre i peccatori che non hanno intenzione di redimersi andranno all’inferno. Il purgatorio è una zona di passaggio per le anime che devono ancora ripulirsi del tutto per poi poter accedere al paradiso. 

Tre sono i momenti principali organizzati durante il rito funebre cattolico: il commiato durante il quale la salma è esposta davanti ai visitatori, la veglia e, infine, la sepoltura. 

Negli ultimi anni si sta affacciando sempre più nel rito funebre cattolico anche la cremazione. Benché la chiesa preferisca la sepoltura, non è contraria alla cremazione della salma.

La durata di un intero rito funebre cristiano è di circa tre giorni, dalla veglia fino alla sepoltura o alla cremazione, e la messa vera e propria in chiesa può durare da un’ora a un’ora e mezza in base all’orazione del sacerdote. 

 

Rito funebre musulmano

La seconda religione più diffusa al mondo dopo il cristianesimo è l’Islam. Il rito funebre musulmano prevede delle regole più rigide per la sua realizzazione rispetto a quello cattolico. 

Come molte religioni del mondo, anche l’islam crede nell’aldilà ma, a differenza del cristianesimo, i musulmani pensano che ci si andrà nel Giorno del Giudizio, ossia quando il mondo finirà e le anime dei defunti potranno finalmente entrare in paradiso se sono state buone in vita o, al contrario, essere relegate all’inferno. 

Nella religione islamica la cremazione non è prevista perché la resurrezione non sarebbe possibile con l’eliminazione del corpo materiale. Alla sepoltura generalmente partecipano solo gli uomini.

Secondo la Sharia, la legge sancita dall’Islam, i rituali per onorare il defunto devono essere organizzati subito dopo la sua morte. Gli occhi e la bocca del defunto vengono chiusi, come accadeva anche in molti rituali dell’antichità, e il corpo viene coperto con un lenzuolo. 

Dato che le abluzioni sono fortemente radicate nel credo islamico, anche il corpo del defunto deve essere lavato per tre volte da parte dei suoi familiari, essere posizionato con le mani sul petto e infine chiuso all’interno di lenzuola. 

Durante il funerale le persone care e i membri della comunità si riuniscono nella moschea per pregare e chiedere il perdono per il defunto, affinché possa entrare in paradiso. Il rito viene guidato dall’imam e può durare fino a un’ora, mentre il periodo di lutto dura tre giorni, anche se le vedove lo portano per mesi. 

Rito funebre ebraico

Un funerale ebraico è una cerimonia ricca di rituali e di leggi che devono essere rispettate. Un aspetto molto interessante dell’ebraismo è che i fedeli non credono in un aldilà, come fanno i credenti delle altre due maggiori religioni, ma pensano semplicemente che la morte debba essere accettata.

Nel momento in cui una persona muore, il suo corpo deve essere lavato e poi avvolto in un sudario insieme a un gruppo di persone che veglierà su di lui finché non verrà sepolto e il tutto deve avvenire nell’arco di un’unica giornata, e le persone che desiderano fargli visita dovranno recarsi nel luogo prescelto per la cerimonia che può essere la sinagoga oppure un luogo reso disponibile dall’impresa di pompe funebri. 

Durante il rito funebre le persone quindi si riuniscono, vengono recitate le preghiere, viene fatto un elogio e il corteo si muove verso il cimitero dove sarà recitata un’altra preghiera. Al termine della sepoltura, i familiari e i visitatori si recheranno alla sinagoga o alla casa del defunto per un ricevimento dove verrà accesa una candela in memoria del defunto. 

Per quanto riguarda la sepoltura o la cremazione, alcuni movimenti permettono solo la prima mentre altri ammettono anche la seconda. 

Il rito funebre, che sia civile o religioso, è il momento più ricco di significato, in cui viene commemorata la persona defunta, dandole l’ultimo saluto e esprimendo solidarietà alla famiglia attraverso la partecipazione.

Le tradizioni, il credo religioso, l’appartenenza ad un gruppo sociale, le particolari volontà dei congiunti e quelle lasciate dall’estinto, rendono unico ogni atto funebre. Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis offriamo un servizio in grado di rendere omaggio al defunto nel rispetto di tutti i maggiori riti funebri.

Vivere per sempre: capsula mundi

Abbiamo già parlato di sepolture alternative e siamo riusciti ad apprezzare la filosofia che si cela dietro a questi nuovi modi di concepire il riposo eterno del nostro caro, ma anche il tema del ricordo. Se curiosiamo sul web sicuramente, tra le proposte più interessanti e curiose nelle quali possiamo imbatterci, spicca il progetto Capsule Mundi.

Questo particolare e interessante progetto nasce dall’idea di un team italiano di designer, Anna Citelli e Raoul Bretzel, ed è stato presentato per la prima volta al Salone del Mobile del 2003, e finalmente, dopo diversi anni, questa idea è riuscita a concretizzarsi. È partito tutto grazie a una campagna lanciata su Kickstarter nel 2016 e adesso si trova in fase di start-up.

L’idea di partenza dei due designer è stata quella di considerare la morte non come la fine, bensì come un passaggio inevitabile, un modo per ricongiungersi alla natura. Partendo da questi concetti, hanno voluto realizzare una bara, reinventando questo oggetto, utilizzando materiali ecologici e conferendole dei simboli universali che si legano alla vita, come l’uovo, la posizione fetale e l’albero.

Da queste considerazioni, da questa ispirazione nasce Capsule Mundi, cioè un’urna biodegradabile, realizzata con materiali a base di amido, bambù o vimini, a forma di uovo in cui vengono riposte le ceneri dei defunti, o eventualmente il corpo in posizione fetale, attraverso un ampio foro che viene poi richiuso.

L’uovo viene successivamente posizionato sotto terra come se fosse un seme e sopra la capsula viene piantato un albero che la persona defunta può scegliere in vita. Gli amici e i parenti si potranno recare all’albero, identificato attraverso un sistema GPS, e potranno prendersene cura, rendendolo così anche un’eredità per chi verrà dopo di noi, ma anche per il futuro del nostro pianeta. 

Infatti il progetto ha anche una grande valenza dal punto di vista ambientale: le capsule sono costituite in materiale biodegradabile, evitano l’abbattimento di alberi per la produzione dei cofani e contribuiscono a piantare nuovi alberi che, in questo particolare momento storico sono indispensabili per la salvaguardia del nostro pianeta.

In questo modo anche i cimiteri cambieranno faccia: non saranno più dei luoghi grigi pieni di lapidi, ma giardini e posti carichi di significato e bellezza, in cui possono crescere decine e decine di alberi, segni di vita. 

Ad oggi, le capsule per le ceneri (in inglese chiamate burial pods) sono già in produzione e in commercio, ma non quelle che conteranno il corpo, ancora in via di sviluppo, anche perché manca ancora un regolamento per questa eventualità. In italia, come sappiamo, la legge in generale è aperta all’uso di urne biodegradabili, ma ha delegato alle singole Regioni l’emanazione di regolamenti in merito. 

Come spesso avviene nel nostro Paese, alcune Regioni non hanno recepito ancora la legge quadro, mentre alcuni Comuni hanno scavalcato la propria Regione, proponendo procedure particolari. 

Comunque bisogna anche considerare che le urne biodegradabili sono equiparate alla dispersione delle ceneri nel terreno, quindi è possibile “piantarle” in terreni di proprietà oppure pubblici purché ad almeno 100 mt da centri abitati, corsi d’acqua, spiagge, come da regolamento comunale sulla dispersione delle ceneri.

Vero, sono alternative suggestive che arricchiscono tutta quella gamma di offerta per personalizzare e rendere più intimo il funerale e, al contempo, permetterci di elaborare il lutto in maniera più serena. Dobbiamo comunque ricordarci che questo progetto vuole affiancare e non sostituire il nostro modo di intendere la sepoltura, e che un’agenzia come le Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, saprà consigliarvi e proporvi sempre la soluzione più adatta a voi e ai desideri del caro estinto. 

Quattro storie sulla morte

Conosciamo Stephen Cave

Stephen Cave è un filosofo inglese esperto di morte. Già, morte, perché il direttore del Centro di Leverhulme dell’Università di Cambridge, nel suo libro Immortality, prova a spiegarci la sua teoria sulla morte, o meglio, delle bugie che ci raccontiamo per allontanare quest’ultima.

Infatti, scrive l’autore, l’uomo in fin dei conti non fa altro che tentare il più possibile di sfuggire all’argomento raccontandosi delle enormi bugie che lo aiutano ad andare avanti. 

Sarebbero quattro le macro categorie di bugie spiegate da Cave nel suo libro: elisir di lunga vita, resurrezione, anima e eredità. Vediamole una alla volta e cerchiamo di spiegare l’idea del filosofo.

Elisir

L’uomo è così tanto affascinato e convinto che possa esistere un qualcosa che ci faccia vivere in eterno, che si convince che prima o poi verrà inventata una pillola o una pozione che possa interrompere l’invecchiamento e quindi la morte. Quasi tutte le culture dell’umanità hanno avuto una storia o una leggenda di questo tipo, pensiamo al mito delle fonti dell’eterna giovinezza o, più recentemente, le terapie ormonali e con le cellule staminali per sconfiggere morte e invecchiamento.

“l’idea che la scienza possa curare la morte è solo un ulteriore capitolo nella storia dell’elisir magico”

Resurrezione

Purtroppo l’idea dell’elisir di lunga vita, come sappiamo, non ha funzionato molto bene, infatti non lo abbiamo. Un’altra idea, tipica delle religioni, è quella della resurrezione dello spirito. Accettiamo che il nostro corpo muoia ma conserviamo la speranza e la convinzione che potremo resuscitare e, a secondo delle religioni, andare nel regno dei cieli o reincarnarci. Ma il nostro desiderio di poterci reincarnare è interpretato anche in chiave scientifica con l’idea della criogenica, per poter conservare il nostro corpo in eterno e, forse, risvegliarci quando la tecnica lo permetterà.

Anima

La maggior parte delle persone sulla terra crede di avere un anima che possa sopravvivere anche in assenza del corpo. Nonostante l’idea di anima sia ancora molto popolare e radicata, col progresso e l’avanzare della tecnologia, stiamo reinventando questa nel digitale, con l’idea di poter caricare le nostre idee, i nostri pensieri e la nostra essenza, su un pc, in modo che sopravviva anche dopo la nostra dipartita. 

Eredità

Per quanto meno affascinante delle altre, quest’ultima visione ammette la fine del corpo e anche la fine dell’anima, e, proprio per questo, spinge l’essere umano a creare mentre è ancora in vita, in maniera quasi ossessiva, qualcosa di memorabile, qualcosa che continui a vivere in eterno al proprio posto. E, pensiamoci, anche quando facciamo un figlio tramandiamo la nostra eredità genetica, e il nostro ricordo rimarrà in eterno almeno all’interno della nostra famiglia. 

 

Possiamo leggere queste teorie, o queste, come le chiama Cave, storie, in diversi modi. Ogni persona è libera di poter credere in quello che vuole, in ciò che le dà più sollievo. D’altronde queste teorie si sono tramandate nel corso della storia adeguandosi ai tempi, e continueranno a farlo nel tempo a venire.

Il punto è che l’uomo ha da sempre paura della morte, perchè la morte è incertezza, mai controllabile, arriva all’improvviso e non possiamo fare nulla per evitarla, se non esorcizzarla creandoci convinzioni, credenze o appoggiandoci alla nostra fede e cultura. 

Qualunque sia la vostra idea della morte, è importante avere tutti gli strumenti per vivere serenamente questo momento così intenso, così particolare e, noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis siamo sempre pronti ad accompagnare il vostro caro in un viaggio fatto di rinascita, rispetto e ricordo. 

Nuove tecnologie e funerali: facciamo chiarezza

Non possiamo più negarlo, la trasformazione è sotto i nostri occhi da tempo, la pandemia ha mutato il modo di concepire i funerali e la morte. In questi due anni gli impresari di pompe funebri si sono dovuti attrezzare per affrontare una duplice sfida: da una parte soddisfare le nuove esigenze dei clienti sempre più informati sulle nuove possibilità di esequie, dall’altra il dover trovare il modo di soddisfare queste richieste e offrire soluzioni che rispettino il momento della morte.

In questi due anni abbiamo parlato abbondantemente di come il mondo digitale sia entrato sempre più a far parte di questo particolare momento della vita. Abbiamo analizzato diversi aspetti e abbiamo visto diverse novità sul mondo dei funerali e, al contempo, abbiamo visto l’evoluzione dei servizi funebri lungo questa direttiva. Le cose dette e fatte sono tantissime; per questo abbiamo deciso di riordinarle, fare una sintesi e cercare di capire quali di queste soluzioni adottate in questi anni rimarranno in futuro e quali saranno accantonate.

Lo streaming

Annullare le distanze, questa era il problema più importante da risolvere. In questi anni, soprattutto nella prima fase della pandemia, c’è stato un importante aumento della mortalità. Questo voleva dire, purtroppo, dover dare l’ultimo saluto a parenti e amici che ci lasciavano prematuramente; purtroppo le regole di contenimento del covid vietavano la partecipazione alle esequie, se non ai parenti più prossimi. Per questo motivo, gli impresari di pompe funebri, hanno iniziato a offrire il servizio streaming, cioè la possibilità di seguire il rito tramite un servizio web, senza doversi muovere da casa.

Il web e i social al servizio dei vivi

La comunicazione è importante, noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis lo sappiamo bene. Infatti, anche se era già una prassi consolidata per molti, l’usare il mondo del web e dei social per comunicare delle dipartite, è diventata la norma. Questo non vuol dire sostituire i necrologi nelle bacheche o sulle pagine dei giornali, ma ampliare il pubblico che si vuole raggiungere. Il mondo web, però, non serve solo per questo tipo di comunicazioni, ma ci permette di mostrare diversi aspetti del nostro lavoro, le novità del settore e tutte le nuove soluzioni e possibilità per accompagnare il nostro caro nell’ultimo viaggio.

Funerale 2.0

L’uso prolungato, e forzato, del web in tempo di lockdown ci ha abituato sempre più a cercare e fruire di diversi servizi online, compresi quelli delle onoranze funebri. Infatti la tendenza di acquistare o chiedere informazioni e preventivi, su questa categoria di servizi, è in costante aumento, anche se con differenze sostanziali tra le varie città. I servizi per i quali si richiedono informazioni sono i più vari, dal semplice preventivo per un funerale, al costo della cremazione, alla gestione dei documenti, alla tumulazione e ai costi dei servizi cimiteriali. Questa nuova tendenza ha obbligato le agenzie funebri a tenersi costantemente informate su qualunque novità o normativa che riguarda l’intero comparto funebre, ed offrire un servizio puntuale e preciso anche sui canali online.

Nuove tecnologie per il ricordo

Il ricordo di un nostro caro scomparso è una delle armi più potenti a nostra disposizione per elaborare il lutto. Sino a qualche tempo fa il luogo del ricordo per eccellenza era il cimitero, il luogo di sepoltura. Oggi, grazie anche alle nuove possibilità del settore funebre, abbiamo altre possibilità per onorare la memoria del nostro caro: possiamo decidere di tenere le ceneri a casa o disperderle in un posto di valore simbolico, possiamo sfruttare i social o il web per tramandare la memoria e gli insegnamenti della persona scomparsa, possiamo decidere anche solo di incidere una frase significativa sulla sua lapide o, fenomeno molto recente, farla dotare di un codice qr, e collegarlo a un qualcosa che identifichi il sepolto, come la sua voce, un video, un racconto, delle foto significative.

Il cambiamento della società è sotto gli occhi di tutti noi. Abbiamo assistito a tante nuove dinamiche che hanno portato a mutare certi nostri comportamenti. Vero, il nostro rapporto con la morte è sempre irrazionale e complicato, è nella nostra natura e difficilmente potrà cambiare. Ma, grazie, anche, alle nuove tecnologie e a una nuova visione della società, siamo più aperti alle novità e a cercare alternative alla classica tumulazione cimiteriale. Questa ricerca di personalizzazione e unicità porta, conseguentemente, un aumento dell’offerta da parte degli impresari funebri. Ormai essere online e facilmente raggiungibili da tutti è fondamentale, ma anche offrire un’offerta elegante, seria e ricercata dei servizi si rivelerà indispensabile. 

Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis abbiamo sposato questa linea e questo modo di gestione dinamico e moderno già da tempo e, sempre con la massima professionalità, siamo in grado di offrire una gamma di servizi funebri, dai più classici a quelli più personalizzati, con l’eleganza e la sobrietà che contraddistinguono da sempre il momento del lutto. 

Il digitale nei servizi funebri

Il dinamismo che caratterizza la società contemporanea fa sì che l’informazione occupi un ruolo di risorsa strategica fondamentale, avendo un posto sempre più centrale nello sviluppo sociale ed economico e affermandosi come un importante fattore di crescita e ricchezza culturale.

Oggi possiamo tranquillamente parlare di società dell’informazione, cioè una società nella quale le nuove tecnologie informatiche, unite alla sempre maggiore velocità di diffusione delle notizie, assumono un ruolo centrale nello sviluppo di quasi tutte le attività umane. 

Come sappiamo, tutte queste tecnologie servono a rendere la nostra vita migliore, grazie alla condivisione in tempo reale di messaggi, filmati e immagini. Tutto questo porta a rendere i luoghi della nostra vita sempre più smart e fruibili da chiunque ne abbia interesse, e a vivere le città in maniera più consapevole. 

E i cimiteri, facendo parte del tessuto urbano delle città, non devono perdere il passo. La volontà di mettere in evidenza la ricchezza culturale, storico-artistica e turistica dei cimiteri passa inevitabilmente dai nuovi applicativi, che ripropongono percorsi visita a tappe georeferenziate ma anche parlanti, cioè multimediali, per permettere un’esperienza immersiva.

Una nuova frontiera per ricordare il nostro caro è generare un ricordo scritto, un’immagine o un ricordo sonoro attraverso un qr code da mettere vicino al luogo di sepoltura.

Anche noi della Emidio e Alfredo de Florentiis usiamo le nuove tecnologie per essere più connessi con i nostri clienti e poter offrire diversi canali comunicativi e informativi in qualunque momento. Infatti, grazie a queste, il nostro lavoro si è espanso, siamo in grado di offrire più servizi, di poter comunicare in maniera più discreta nei momenti difficili del lutto e, possiamo farci conoscere sempre più, raccontandovi curiosità dal nostro mondo. Inoltre, grazie alle condivisioni sulla rete, possiamo essere sempre informati su tutte le opportunità per rendere unico il nostro lavoro.

Sono, ora, già presenti nel mondo, cimiteri totalmente hi-tech. Il più noto è il cimitero Ruriden di Tokyo: al suo interno vi sono circa duemila statuette di Buddha, illuminate da luci a LED, che cambiano colore e disegno a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche. Le statuette sono collocate dentro una teca di vetro trasparente, ciascuna delle quali rappresenta un defunto. I parenti dispongono di una smart card con la quale illuminare la statuetta dell’amato e accedere alle informazioni biografiche tramite un computer.

La trasformazione digitale l’abbiamo potuta conoscere in questi due anni di pandemia: infatti, le regole per contrastare la diffusione del covid non hanno permesso di partecipare ai funerali di persona. Ma grazie allo streaming, organizzato dalle imprese di onoranze funebri più moderne e aggiornate, siamo riusciti a dare comunque un ultimo saluto ai nostri cari.

Il presente è già ricco di curiosità e innovazioni, e il futuro ce ne riserverà sicuramente altre. Non dobbiamo mai dimenticarci di una cosa, però: per quanto le nuove tecnologie possano renderci la vita più semplice, farci conoscere architetture e particolarità dei luoghi di sepoltura, e anche dei suoi sepolti, questi sono luoghi sacri, che vanno rispettati e tutelati. Non dobbiamo trasformare un luogo di sepoltura in un luogo turistico, ma dobbiamo lavorare per creare un ambiente sempre più attento a ricordare i nostri cari che non ci sono più.

Cimiteri, luoghi di vita

I cimiteri sono da sempre luoghi per ricordare familiari e amici che ci hanno lasciato. Luoghi dove, nel tempo, si rinnovano la memoria e gli affetti verso le persone che non abitano più questa terra. Nel nostro ideale, il cimitero, è un luogo silenzioso e discreto, dove deve regnare la sobrietà e il riserbo. Ma, in alcune parti del mondo, e anche in importanti cimiteri italiani, questi luoghi vogliono essere vissuti in una maniera diversa, scegliendo arti come la musica e la danza come strumento di vicinanza ed empatia per ricordare chi questi luoghi li abita.

In Italia sono stati anche definiti “oltraggiosi”, ma in diverse parti del mondo gli eventi culturali organizzati all’interno di un cimitero sono qualcosa di “normale”. E se una parte di italiani è schierata dalla parte del “no” esistono occasioni internazionali, e non, istituite come momento per la scoperta e valorizzazione di questi luoghi sacri. In questo articolo vi porteremo alla scoperta di alcuni degli eventi che si svolgono nei cimiteri. 

Hollywood Forever di Los Angeles

Più che un cimitero, sembra un set cinematografico. L’Hollywood Forever, cimitero monumentale ubicato nella città di Los Angeles, si trova a pochi passi dagli storici studi della Paramount Pictures ed è qui che ogni 1 novembre la comunità ispanica festeggia il Giorno dei Morti (in spagnolo Día de Los Muertos), con una meravigliosa manifestazione che dura un giorno intero e che coinvolge l‘intera città. Durante l’evento tutta l’area è allestita a festa e, oltre a banchetti e spettacoli, presso una delle numerose aree verdi viene allestito un palco per i live set. E’ davvero strano passeggiare tra le tombe dei più famosi musicisti e divi del cinema, avendo però la sensazione di essere ad un più tradizionale festival folkloristico.

Cimitero di San Cataldo a Modena

Negli ultimi anni San Cataldo è diventato una sorta di polo culturale dove musica, teatro e cinema trovano una cornice suggestiva e metafisica per insolite performance. Le porte del complesso monumentale si sono aperte in diverse occasioni: per il Festival di Filosofia, per una serata di Opera del Don Giovanni di Mozart (per “Fuori Luogo”), dove il palco è stato allestito presso la zona verde che si trova davanti all’opera di Rossi e Braghieri e infine, per accogliere alcune riprese cinematografiche girate da Luca Guadagnino per la serie di Sky-Hbo “We Are Who We Are” . Altro evento culturale che trovate “in rassegna” al cimitero di Modena è l’annuale rassegna “Storie del giardino di pietra”, visite teatrali organizzate dai Musei di Modena e Teatro Cajka, a sugellare il forte rapporto che questo luogo custodisce, tra arte e storia locale.

La Certosa di Bologna

Il suggestivo complesso monumentale de La Certosa di Bologna è stato palcoscenico di diverse e importanti manifestazioni culturali e artistiche dell’estate bolognese. Il cimitero ha infatti ospitato, e si spera tornerà a farlo presto, una serie di eventi che spaziano dalle manifestazioni teatrali, a visite guidate diurne e notturne, da conferenze a percorsi tematici per conoscere questo importante complesso. 

Abbiamo già visto, nel nostro articolo sui cimiteri monumentali, quanto questi luoghi possano essere densi di storie e cultura da tramandare alle diverse generazioni. 

Vero, dobbiamo sempre ricordarci che questi posti sono sacri e come tali devono essere vissuti. L’idea di vivere la bellezza della vita in un posto di morte crea una antitesi suggestiva e va a rendere onore ai defunti che hanno dedicato la loro vita alle arti, oltre a essere un modo suggestivo per farci sentire più vicini ai nostri cari che magari riposano poco distante.

Noi delle onoranze funebri Emidio e Alfredo de Florentiis vediamo che i cimiteri sono luoghi sacri, carichi di significato e simbolismo, sono il luogo del ricordo, dove si celebra la morte e si ricorda la persona che non c’è più. Ma sappiamo che questi luoghi possono essere celebrati e vissuti anche in altre maniere, magari non convenzionali, ma altrettanto rispettose e suggestive.

Esistere per sempre

Forse è la domanda più grande che l’umanità si pone da sempre: c’è vita dopo la morte?

L’umanità, da quando ha la facoltà di farlo, ha sempre riflettuto sulla morte, praticando rituali e sviluppando teorie sull’aldilà, cercando di assicurarsi un posto migliore per il dopo. 

Molte persone credono nell’esistenza di una vita dopo la morte e molte religioni professano che esista un “luogo” di vita eterna a seconda della condotta sulla terra del singolo. 

Anche altre religioni come l´Ebraica, l´Induista, la Musulmana, credono nell’esistenza di un’anima immortale, mentre quella Buddista sostiene che dopo molte reincarnazioni l’energia mentale di un essere umano possa raggiungere uno stato di beatitudine, il Nirvana. La morte, dunque, può essere vista come un passaggio durante il ciclo delle vite.

Abbiamo già parlato di quello che accade dopo la morte, di come il nostro corpo torna cenere e di quello che accade alla nostra anima secondo le diverse credenze religiose. Oggi, anche a causa della pandemia, e di nuovi modi di “vivere” il momento della dipartita di un nostro caro, abbiamo scoperto che esistono diverse forme di tumulazione, da quelle più affascinanti e particolari, a quelle più funzionali, come la cremazione. Tutto questo naturalmente non sostituisce il nostro modo di celebrare il defunto, attraverso la sepoltura tradizionale, ma ci apre nuove possibilità di far vivere la memoria del nostro caro nel tempo.

Infatti, per quanto siano luoghi curati e sereni, non tutti adorano recarsi nei cimiteri a trovare il proprio caro e, anche grazie alle nuove idee di tumulazione, oggi si può scegliere tra diverse alternative, come ad esempio la già citata cremazione. In italia, al momento, questa è l’unica alternativa alla sepoltura tradizionale, ma che permette di rendere unico il momento dell’addio; infatti possiamo scegliere se conservare l’urna presso la nostra abitazione, in modo che la memoria del nostro caro riviva ogni giorno, oppure disperdere le ceneri, dando a un posto un nuovo e profondo significato. 

Ed è in quest’ottica che stanno iniziando a nascere dei progetti molto interessanti per poter celebrare il nostro caro che non c’è più e preservarne la memoria per sempre. 

Abbiamo già parlato della sepoltura silvestre, che prevede l’essere tumulati in un bosco, ma abbiamo anche visto come queste sepolture in Italia non siano permesse. Un progetto molto curioso e interessante è quello proposto da Diventare Alberi, una start-up ambientale e socioculturale che ha come obiettivo quello di sviluppare piantagioni dove poter disperdere le ceneri dei propri cari e/o animali domestici. 

Non sappiamo come si evolverà il nostro settore, non possiamo sapere se questi metodi alternativi di sepoltura avranno successo o meno, ma in un mondo sempre più pluralista, con persone con sensibilità diverse, non dobbiamo stupirci se i luoghi del ricordo muteranno negli anni. E non dobbiamo nemmeno stupirci se i cimiteri verranno affiancati da questi luoghi, l’importante è rendere omaggio e preservare il ricordo del nostro caro nel modo migliore e nel rispetto delle sue volontà.  

Lo vogliamo ricordare un altra volta, noi delle Onoranze funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, siamo già attrezzati per aiutare le persone che si rivolgono a noi a realizzare qualunque desiderio (naturalmente rispettando tutte le disposizioni di legge) per la sepoltura del proprio caro, da quelle più tradizionali, a quelle più particolari, come ad esempio la dispersione delle ceneri in mare o montagna.

Il mondo muta, la consapevolezza delle persone muta e mutano anche le esigenze di onorare e ricordare i nostri cari dopo la loro dipartita. Noi, impresari funebri, abbiamo l’obbligo di trovare il modo per essere sempre al passo con i tempi e le esigenze future, offrendo il meglio per rendere meno pesante il triste momento della morte, e poter offrire la possibilità di esistere per sempre.

Il ricordo positivo per affrontare il lutto

La morte è un momento difficile per tutti noi, costituito da varie situazioni che generano diverse e forti emozioni. In quel momento tutto diventa frenetico, nonostante ci sembri che il mondo si stia fermando. Ma cosa rimane dopo del nostro caro defunto? Quale è il ricordo e l’eredità che ci lasciano le persone che non ci sono più? E noi, come possiamo onorare la memoria di queste persone?  

Già, la morte ci lascia sempre molti interrogativi, che perdurano, anche quando il nostro caro è ormai scomparso da tempo. Sappiamo che tra le fasi dell’elaborazione del lutto l’ultima è quella del ricordo e, in alcuni casi, è anche la più difficile da affrontare: infatti questa può avere una duplice valenza, quella positiva e quella negativa. 

Per alcuni rimanere legati a chi non c’è più è sinonimo di una mancanza di accettazione della nuova situazione, di un legame quasi morboso col defunto.  

Ma, non c’è solo l’aspetto negativo, anzi, in molti casi possiamo individuare anche degli aspetti positivi legati al ricordo. Molti credono che il ricordo generi sofferenza, ma quella sofferenza era già presente in noi, non è qualcosa che il ricordo può generare all’improvviso. Nessuno può dimenticare la perdita di una figura importante, come un genitore o un affetto stretto, e questo ricordo si ripropone soprattutto nelle feste e nelle ricorrenze. E lo stesso vale per tutti i giorni dell’anno, nessuno dimentica nulla.

Il modo migliore è cercare di vivere questa sofferenza nella maniera più dolce possibile e portare dentro, e fuori, di noi solo i ricordi positivi, in modo da vivere meglio queste situazioni, e permetterci di fare pace col nostro passato, riuscendo ad accettare e a dare un senso alla nostra perdita. I ricordi gioiosi, gli insegnamenti di vita, le esperienze condivise che ci hanno permesso di crescere, saranno la nostra arma in più per rendere il tutto meno doloroso, e al contempo onorare il nostro caro. 

In questa fase diventa importante che anche chi sta per andarsene lasci qualcosa per chi rimane. Infatti, in quei momenti, si pensa di non aver fatto abbastanza per i nostri cari che rimarranno. Per questo, lasciare un ricordo tangibile, come un video o una lettera con dei consigli su come affrontare diverse situazioni della vita, o un’eredità storica e morale, rappresenterà un piccolo ultimo regalo per chi si è amato in vita. Tutto questo, per quanto possa sembrare doloroso, aiuterà chi rimane e chi sta andando via, a donare e conservare un ricordo che possa sostenere nel tempo e nella vita. 

Elaborare il lutto è sempre un percorso difficile e pieno di ostacoli, oltre che molto triste. Questa visione positiva che noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis vi abbiamo descritto, questa consapevolezza di poter lasciare anche un’eredità morale e storica ai nostri cari, il sapere di non essere dimenticato dopo la morte, e l’essere consapevoli che la fase del ricordo può essere vissuta anche in toni positivi, e non solo tristi, sicuramente sarà uno strumento in più per poter affrontare più serenamente questi momenti.

La morte, un’analisi sociologica

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Un lettore attento potrebbe chiedersi, cosa c’entra la sociologia con la morte? 

Infatti si nasce e si muore da soli, e la sociologia è la disciplina che studia i gruppi sociali, per quanto piccoli possano essere, e le classi che ritroviamo in una società.
Il pensiero della morte inevitabile, che possiedono solamente gli esseri umani, ha però una conseguenza sociologicamente molto importante: la paura.

Non potrebbero essere degli istinti a consentirci di assolvere a questo compito – di contrastare cioè, o neutralizzare, quella «paura secondaria», la paura che non viene dall’arrivo della morte, ma trasuda dalla nostra consapevolezza che sicuramente prima o poi essa arriverà. La soluzione di tale compito dev’essere trovata e attuata, se mai possibile, dagli uomini stessi. Ed è questo ciò che bene o male accade, con maggiore o minor successo. Tutte le culture umane possono essere decodificate come ingegnosi congegni che rendono la vita vivibile, nonostante la consapevolezza della morte» ( Zigmunt Bauman, Paura liquida, Laterza, Roma, ed. Digitale 2017, cap. Paura della morte). 

In queste righe, l’accademico polacco, ci descrive come la nostra società si impegni giornalmente a contrastare la paura della morte e come non ci sia ancora riuscita e mai ci riuscirà. Abbiamo tanti esempi di gestione della morte in giro per il mondo, più o meno allegri, ma il timore di lasciare questo mondo comunque pervade tutti. Senza entrare assolutamente nel merito, e ben consci delle grandi responsabilità che comporta questa analisi, per capire questa paura basti pensare a questi ultimi due anni flagellati dal covid. 

Infatti, comunicando quotidianamente il numero di morti, agitando queste statistiche corredate di opportune immagini e immancabili pareri di specialisti medici, agitando in sostanza la paura della morte, non è stato, per lo più, necessario l’utilizzo massiccio delle forze armate e della polizia.
Attraverso questa paura si sono temporaneamente annullati dei diritti individuali ritenuti inviolabili nella maggioranza dei paesi occidentali, con le uniche eccezioni dei casi definiti dalla legge e dietro un cosiddetto giusto processo, come le libertà di movimento, di decidere dove andare e chi frequentare. Si sono modificate anche modalità di interazione da sempre ritenute essenziali al buon funzionamento della società applicando il famoso o famigerato ”distanziamento sociale”. Si sono interrotti servizi fondamentali per la società come l’istruzione.

Ed è bastato mostrare la pericolosità del covid, poche immagini emblematiche, per far capire la pericolosità di questa malattia e convincerli ad accettare restrizioni e regole. 

C’è un altro aspetto di interesse sociologico nella morte: come la società decide di tramandare il ricordo di un proprio caro o di celebrare quello di una personalità importante.

I cimiteri sono storicamente i luoghi nei quali allontaniamo i morti dai vivi ma anche i luoghi funzionali del ricordo. La natura del cimitero, e delle sepolture in generale, è mutata nel corso degli anni, assumendo sempre più caratteristiche legate al ricordo e alla celebrazione dei nostri cari e allontanando la mera funzione sanitaria per la quale originariamente erano stati pensati: consideriamo ad esempio le urne cinerarie che ci permettono di tenere il nostro caro vicino a noi.

Anche il nostro lavoro è mutato nel tempo. Le onoranze funebri hanno acquisito sempre più una rilevanza sociale, svolgendo sia il compito di trasporto della salma, sia quello di tramite tra la società nel quale abitava il defunto e il suo ultimo viaggio.  

Ci sono ancora domande senza risposta e che hanno bisogno di essere indagate; è sempre difficile tramandare il ricordo di una persona in modo che non si dimentichi nel tempo, ma la società moderna si sta muovendo in questa direzione e, noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, siamo orgogliosi di poter essere attori partecipi di questa trasformazione. 

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