Nuove tecnologie e funerali: facciamo chiarezza

Non possiamo più negarlo, la trasformazione è sotto i nostri occhi da tempo, la pandemia ha mutato il modo di concepire i funerali e la morte. In questi due anni gli impresari di pompe funebri si sono dovuti attrezzare per affrontare una duplice sfida: da una parte soddisfare le nuove esigenze dei clienti sempre più informati sulle nuove possibilità di esequie, dall’altra il dover trovare il modo di soddisfare queste richieste e offrire soluzioni che rispettino il momento della morte.

In questi due anni abbiamo parlato abbondantemente di come il mondo digitale sia entrato sempre più a far parte di questo particolare momento della vita. Abbiamo analizzato diversi aspetti e abbiamo visto diverse novità sul mondo dei funerali e, al contempo, abbiamo visto l’evoluzione dei servizi funebri lungo questa direttiva. Le cose dette e fatte sono tantissime; per questo abbiamo deciso di riordinarle, fare una sintesi e cercare di capire quali di queste soluzioni adottate in questi anni rimarranno in futuro e quali saranno accantonate.

Lo streaming

Annullare le distanze, questa era il problema più importante da risolvere. In questi anni, soprattutto nella prima fase della pandemia, c’è stato un importante aumento della mortalità. Questo voleva dire, purtroppo, dover dare l’ultimo saluto a parenti e amici che ci lasciavano prematuramente; purtroppo le regole di contenimento del covid vietavano la partecipazione alle esequie, se non ai parenti più prossimi. Per questo motivo, gli impresari di pompe funebri, hanno iniziato a offrire il servizio streaming, cioè la possibilità di seguire il rito tramite un servizio web, senza doversi muovere da casa.

Il web e i social al servizio dei vivi

La comunicazione è importante, noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis lo sappiamo bene. Infatti, anche se era già una prassi consolidata per molti, l’usare il mondo del web e dei social per comunicare delle dipartite, è diventata la norma. Questo non vuol dire sostituire i necrologi nelle bacheche o sulle pagine dei giornali, ma ampliare il pubblico che si vuole raggiungere. Il mondo web, però, non serve solo per questo tipo di comunicazioni, ma ci permette di mostrare diversi aspetti del nostro lavoro, le novità del settore e tutte le nuove soluzioni e possibilità per accompagnare il nostro caro nell’ultimo viaggio.

Funerale 2.0

L’uso prolungato, e forzato, del web in tempo di lockdown ci ha abituato sempre più a cercare e fruire di diversi servizi online, compresi quelli delle onoranze funebri. Infatti la tendenza di acquistare o chiedere informazioni e preventivi, su questa categoria di servizi, è in costante aumento, anche se con differenze sostanziali tra le varie città. I servizi per i quali si richiedono informazioni sono i più vari, dal semplice preventivo per un funerale, al costo della cremazione, alla gestione dei documenti, alla tumulazione e ai costi dei servizi cimiteriali. Questa nuova tendenza ha obbligato le agenzie funebri a tenersi costantemente informate su qualunque novità o normativa che riguarda l’intero comparto funebre, ed offrire un servizio puntuale e preciso anche sui canali online.

Nuove tecnologie per il ricordo

Il ricordo di un nostro caro scomparso è una delle armi più potenti a nostra disposizione per elaborare il lutto. Sino a qualche tempo fa il luogo del ricordo per eccellenza era il cimitero, il luogo di sepoltura. Oggi, grazie anche alle nuove possibilità del settore funebre, abbiamo altre possibilità per onorare la memoria del nostro caro: possiamo decidere di tenere le ceneri a casa o disperderle in un posto di valore simbolico, possiamo sfruttare i social o il web per tramandare la memoria e gli insegnamenti della persona scomparsa, possiamo decidere anche solo di incidere una frase significativa sulla sua lapide o, fenomeno molto recente, farla dotare di un codice qr, e collegarlo a un qualcosa che identifichi il sepolto, come la sua voce, un video, un racconto, delle foto significative.

Il cambiamento della società è sotto gli occhi di tutti noi. Abbiamo assistito a tante nuove dinamiche che hanno portato a mutare certi nostri comportamenti. Vero, il nostro rapporto con la morte è sempre irrazionale e complicato, è nella nostra natura e difficilmente potrà cambiare. Ma, grazie, anche, alle nuove tecnologie e a una nuova visione della società, siamo più aperti alle novità e a cercare alternative alla classica tumulazione cimiteriale. Questa ricerca di personalizzazione e unicità porta, conseguentemente, un aumento dell’offerta da parte degli impresari funebri. Ormai essere online e facilmente raggiungibili da tutti è fondamentale, ma anche offrire un’offerta elegante, seria e ricercata dei servizi si rivelerà indispensabile. 

Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis abbiamo sposato questa linea e questo modo di gestione dinamico e moderno già da tempo e, sempre con la massima professionalità, siamo in grado di offrire una gamma di servizi funebri, dai più classici a quelli più personalizzati, con l’eleganza e la sobrietà che contraddistinguono da sempre il momento del lutto. 

Il digitale nei servizi funebri

Il dinamismo che caratterizza la società contemporanea fa sì che l’informazione occupi un ruolo di risorsa strategica fondamentale, avendo un posto sempre più centrale nello sviluppo sociale ed economico e affermandosi come un importante fattore di crescita e ricchezza culturale.

Oggi possiamo tranquillamente parlare di società dell’informazione, cioè una società nella quale le nuove tecnologie informatiche, unite alla sempre maggiore velocità di diffusione delle notizie, assumono un ruolo centrale nello sviluppo di quasi tutte le attività umane. 

Come sappiamo, tutte queste tecnologie servono a rendere la nostra vita migliore, grazie alla condivisione in tempo reale di messaggi, filmati e immagini. Tutto questo porta a rendere i luoghi della nostra vita sempre più smart e fruibili da chiunque ne abbia interesse, e a vivere le città in maniera più consapevole. 

E i cimiteri, facendo parte del tessuto urbano delle città, non devono perdere il passo. La volontà di mettere in evidenza la ricchezza culturale, storico-artistica e turistica dei cimiteri passa inevitabilmente dai nuovi applicativi, che ripropongono percorsi visita a tappe georeferenziate ma anche parlanti, cioè multimediali, per permettere un’esperienza immersiva.

Una nuova frontiera per ricordare il nostro caro è generare un ricordo scritto, un’immagine o un ricordo sonoro attraverso un qr code da mettere vicino al luogo di sepoltura.

Anche noi della Emidio e Alfredo de Florentiis usiamo le nuove tecnologie per essere più connessi con i nostri clienti e poter offrire diversi canali comunicativi e informativi in qualunque momento. Infatti, grazie a queste, il nostro lavoro si è espanso, siamo in grado di offrire più servizi, di poter comunicare in maniera più discreta nei momenti difficili del lutto e, possiamo farci conoscere sempre più, raccontandovi curiosità dal nostro mondo. Inoltre, grazie alle condivisioni sulla rete, possiamo essere sempre informati su tutte le opportunità per rendere unico il nostro lavoro.

Sono, ora, già presenti nel mondo, cimiteri totalmente hi-tech. Il più noto è il cimitero Ruriden di Tokyo: al suo interno vi sono circa duemila statuette di Buddha, illuminate da luci a LED, che cambiano colore e disegno a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche. Le statuette sono collocate dentro una teca di vetro trasparente, ciascuna delle quali rappresenta un defunto. I parenti dispongono di una smart card con la quale illuminare la statuetta dell’amato e accedere alle informazioni biografiche tramite un computer.

La trasformazione digitale l’abbiamo potuta conoscere in questi due anni di pandemia: infatti, le regole per contrastare la diffusione del covid non hanno permesso di partecipare ai funerali di persona. Ma grazie allo streaming, organizzato dalle imprese di onoranze funebri più moderne e aggiornate, siamo riusciti a dare comunque un ultimo saluto ai nostri cari.

Il presente è già ricco di curiosità e innovazioni, e il futuro ce ne riserverà sicuramente altre. Non dobbiamo mai dimenticarci di una cosa, però: per quanto le nuove tecnologie possano renderci la vita più semplice, farci conoscere architetture e particolarità dei luoghi di sepoltura, e anche dei suoi sepolti, questi sono luoghi sacri, che vanno rispettati e tutelati. Non dobbiamo trasformare un luogo di sepoltura in un luogo turistico, ma dobbiamo lavorare per creare un ambiente sempre più attento a ricordare i nostri cari che non ci sono più.

Esistere per sempre

Forse è la domanda più grande che l’umanità si pone da sempre: c’è vita dopo la morte?

L’umanità, da quando ha la facoltà di farlo, ha sempre riflettuto sulla morte, praticando rituali e sviluppando teorie sull’aldilà, cercando di assicurarsi un posto migliore per il dopo. 

Molte persone credono nell’esistenza di una vita dopo la morte e molte religioni professano che esista un “luogo” di vita eterna a seconda della condotta sulla terra del singolo. 

Anche altre religioni come l´Ebraica, l´Induista, la Musulmana, credono nell’esistenza di un’anima immortale, mentre quella Buddista sostiene che dopo molte reincarnazioni l’energia mentale di un essere umano possa raggiungere uno stato di beatitudine, il Nirvana. La morte, dunque, può essere vista come un passaggio durante il ciclo delle vite.

Abbiamo già parlato di quello che accade dopo la morte, di come il nostro corpo torna cenere e di quello che accade alla nostra anima secondo le diverse credenze religiose. Oggi, anche a causa della pandemia, e di nuovi modi di “vivere” il momento della dipartita di un nostro caro, abbiamo scoperto che esistono diverse forme di tumulazione, da quelle più affascinanti e particolari, a quelle più funzionali, come la cremazione. Tutto questo naturalmente non sostituisce il nostro modo di celebrare il defunto, attraverso la sepoltura tradizionale, ma ci apre nuove possibilità di far vivere la memoria del nostro caro nel tempo.

Infatti, per quanto siano luoghi curati e sereni, non tutti adorano recarsi nei cimiteri a trovare il proprio caro e, anche grazie alle nuove idee di tumulazione, oggi si può scegliere tra diverse alternative, come ad esempio la già citata cremazione. In italia, al momento, questa è l’unica alternativa alla sepoltura tradizionale, ma che permette di rendere unico il momento dell’addio; infatti possiamo scegliere se conservare l’urna presso la nostra abitazione, in modo che la memoria del nostro caro riviva ogni giorno, oppure disperdere le ceneri, dando a un posto un nuovo e profondo significato. 

Ed è in quest’ottica che stanno iniziando a nascere dei progetti molto interessanti per poter celebrare il nostro caro che non c’è più e preservarne la memoria per sempre. 

Abbiamo già parlato della sepoltura silvestre, che prevede l’essere tumulati in un bosco, ma abbiamo anche visto come queste sepolture in Italia non siano permesse. Un progetto molto curioso e interessante è quello proposto da Diventare Alberi, una start-up ambientale e socioculturale che ha come obiettivo quello di sviluppare piantagioni dove poter disperdere le ceneri dei propri cari e/o animali domestici. 

Non sappiamo come si evolverà il nostro settore, non possiamo sapere se questi metodi alternativi di sepoltura avranno successo o meno, ma in un mondo sempre più pluralista, con persone con sensibilità diverse, non dobbiamo stupirci se i luoghi del ricordo muteranno negli anni. E non dobbiamo nemmeno stupirci se i cimiteri verranno affiancati da questi luoghi, l’importante è rendere omaggio e preservare il ricordo del nostro caro nel modo migliore e nel rispetto delle sue volontà.  

Lo vogliamo ricordare un altra volta, noi delle Onoranze funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, siamo già attrezzati per aiutare le persone che si rivolgono a noi a realizzare qualunque desiderio (naturalmente rispettando tutte le disposizioni di legge) per la sepoltura del proprio caro, da quelle più tradizionali, a quelle più particolari, come ad esempio la dispersione delle ceneri in mare o montagna.

Il mondo muta, la consapevolezza delle persone muta e mutano anche le esigenze di onorare e ricordare i nostri cari dopo la loro dipartita. Noi, impresari funebri, abbiamo l’obbligo di trovare il modo per essere sempre al passo con i tempi e le esigenze future, offrendo il meglio per rendere meno pesante il triste momento della morte, e poter offrire la possibilità di esistere per sempre.

Dalla terra alle stelle: il crematorio di Zorgvlied

Nell’Amsteldij di Amsterdam si trova il cimitero di Zorgvlied, inaugurato il 1 novembre del 1870, a oggi è considerato il più famoso della città e dell’Olanda in generale. Al suo interno riposano celebrità del mondo della cultura e del teatro. 

Il cimitero prende spunto dallo stile del giardino inglese con prati, alberi e boschetti e si sviluppa su un’area abbastanza vasta ampliata più volte nel corso degli anni. È un luogo eclettico e insolito in cui tombe decorate, bizzarre ed originali coesistono regalandogli la bellezza di un giardino di sculture.

La particolarità principale del cimitero di Zorgvlied riguarda il suo essere un luogo vivo, colorato e leggero in cui vige l’assoluto rispetto per ogni tipo di sepoltura e credo religioso. È un perfetto mix delle differenti concezioni della morte degli abitanti della città ed è aperto ad un approccio che lascia ampio spazio di vivere il fine vita in maniera assolutamente intima, libera e personale.

Anche per questi motivi nel 2016, grazie alla visione degli architetti di Group A, è stato realizzato, all’interno dello stesso cimitero, un innovativo e futuristico crematorio. La decisione di realizzare questa struttura deriva dall’interesse crescente per la cremazione da un lato, e dalla volontà di realizzare per il dolente uno spazio idoneo al rito con la stessa valenza mistica dei luoghi adibiti a coloro che scelgono la sepoltura.

L’idea del progetto era quella di realizzare un edificio all’interno del cimitero, ma staccato dall’auditorium in cui vengono generalmente svolte le funzioni.

È raggiungibile attraverso un percorso verde significativo per lo svolgimento del rito del commiato, rispettando la tradizione antica di accompagnare la bara con il corteo funebre.

Di colore bianco e dalle linee pulite, la struttura del crematorio è alta 16 metri e svetta come una torre incastonata nel verde in cui il senso cupo del lutto svanisce completamente. È realizzato con materiali contrastanti che ne caratterizzano la forte valenza simbolica. Non a caso la struttura si erge verso il cielo regalando un senso di leggerezza visiva.

La base è in pietra e si sviluppa costeggiando una struttura semi-ipogea che si eleva ad un metro dal terreno per sottolinearne ancor più la verticalità. La pietra visivamente è pesante e simboleggia proprio la pesantezza della terra e la materialità della vita. La sovrastruttura che si appoggia al basamento è al contrario leggera e rastremandosi verso l’alto culmina con una bucatura quadrata coperta da vetro trasparente.

La pesantezza del basamento contrasta con la leggerezza della sovrastruttura che simboleggia l’inconsistenza dell’anima del defunto che ascende al cielo.

L’apertura superiore è ruotata affinché sia orientata verso il sole; tramite questo meccanismo la luce solare si riflette sulla parete di mosaico in vetro del fronte regalando una speciale sensazione agli utenti che in quel particolare luogo e in quel particolare istante stanno salutando per l’ultima volta qualcuno che ha fatto parte della loro vita e che, almeno fisicamente, da quel momento in poi non esisterà più.

La corte esterna al crematorio offre la possibilità di un addio intimo ma anche di ospitare un gran numero di persone che possono muoversi davanti la bara per un ultimo saluto.

Dopo la cremazione le ceneri del defunto vengono ospitate in una piccola nicchia esterna al crematorio per un periodo di tempo che arriva fino ad un mese. In questo modo parenti, amici e conoscenti del defunto possono recarsi al cimitero per un ultimo commiato.

La sua forma innovativa vuole quasi collegare la terra col cielo, quasi a rendere la struttura parte integrante del viaggio del defunto verso l’aldilà. Questo simbolismo, come nel caso del crematorio di Hofheide che si ispira all’acqua per chiudere il cerchio dell’ultimo viaggio, è utile per rendere più leggera la sofferenza dei cari che rimangono in terra. 

Noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis lo sappiamo, l’ultimo saluto può essere straziante e denso di tristezza. Queste strutture, non ancora presenti in Italia, hanno lo scopo di rendere meno traumatico il funerale e l’ultimo saluto al nostro caro. I luoghi simbolici, uniti a un ottimo e attento servizio di pompe funebri, possono rendere meno triste il momento dell’addio, trasformandolo in un dolce arrivederci.

ph:GroupA

La morte, un’analisi sociologica

,

Un lettore attento potrebbe chiedersi, cosa c’entra la sociologia con la morte? 

Infatti si nasce e si muore da soli, e la sociologia è la disciplina che studia i gruppi sociali, per quanto piccoli possano essere, e le classi che ritroviamo in una società.
Il pensiero della morte inevitabile, che possiedono solamente gli esseri umani, ha però una conseguenza sociologicamente molto importante: la paura.

Non potrebbero essere degli istinti a consentirci di assolvere a questo compito – di contrastare cioè, o neutralizzare, quella «paura secondaria», la paura che non viene dall’arrivo della morte, ma trasuda dalla nostra consapevolezza che sicuramente prima o poi essa arriverà. La soluzione di tale compito dev’essere trovata e attuata, se mai possibile, dagli uomini stessi. Ed è questo ciò che bene o male accade, con maggiore o minor successo. Tutte le culture umane possono essere decodificate come ingegnosi congegni che rendono la vita vivibile, nonostante la consapevolezza della morte» ( Zigmunt Bauman, Paura liquida, Laterza, Roma, ed. Digitale 2017, cap. Paura della morte). 

In queste righe, l’accademico polacco, ci descrive come la nostra società si impegni giornalmente a contrastare la paura della morte e come non ci sia ancora riuscita e mai ci riuscirà. Abbiamo tanti esempi di gestione della morte in giro per il mondo, più o meno allegri, ma il timore di lasciare questo mondo comunque pervade tutti. Senza entrare assolutamente nel merito, e ben consci delle grandi responsabilità che comporta questa analisi, per capire questa paura basti pensare a questi ultimi due anni flagellati dal covid. 

Infatti, comunicando quotidianamente il numero di morti, agitando queste statistiche corredate di opportune immagini e immancabili pareri di specialisti medici, agitando in sostanza la paura della morte, non è stato, per lo più, necessario l’utilizzo massiccio delle forze armate e della polizia.
Attraverso questa paura si sono temporaneamente annullati dei diritti individuali ritenuti inviolabili nella maggioranza dei paesi occidentali, con le uniche eccezioni dei casi definiti dalla legge e dietro un cosiddetto giusto processo, come le libertà di movimento, di decidere dove andare e chi frequentare. Si sono modificate anche modalità di interazione da sempre ritenute essenziali al buon funzionamento della società applicando il famoso o famigerato ”distanziamento sociale”. Si sono interrotti servizi fondamentali per la società come l’istruzione.

Ed è bastato mostrare la pericolosità del covid, poche immagini emblematiche, per far capire la pericolosità di questa malattia e convincerli ad accettare restrizioni e regole. 

C’è un altro aspetto di interesse sociologico nella morte: come la società decide di tramandare il ricordo di un proprio caro o di celebrare quello di una personalità importante.

I cimiteri sono storicamente i luoghi nei quali allontaniamo i morti dai vivi ma anche i luoghi funzionali del ricordo. La natura del cimitero, e delle sepolture in generale, è mutata nel corso degli anni, assumendo sempre più caratteristiche legate al ricordo e alla celebrazione dei nostri cari e allontanando la mera funzione sanitaria per la quale originariamente erano stati pensati: consideriamo ad esempio le urne cinerarie che ci permettono di tenere il nostro caro vicino a noi.

Anche il nostro lavoro è mutato nel tempo. Le onoranze funebri hanno acquisito sempre più una rilevanza sociale, svolgendo sia il compito di trasporto della salma, sia quello di tramite tra la società nel quale abitava il defunto e il suo ultimo viaggio.  

Ci sono ancora domande senza risposta e che hanno bisogno di essere indagate; è sempre difficile tramandare il ricordo di una persona in modo che non si dimentichi nel tempo, ma la società moderna si sta muovendo in questa direzione e, noi delle Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, siamo orgogliosi di poter essere attori partecipi di questa trasformazione. 

La bellezza dell’acqua: il crematorio di Hofheide

È passato un altro anno, un altro anno segnato dalla pandemia e da nuove restrizioni. È stato un anno nel quale vi abbiamo portato in viaggio con noi, facendovi scoprire sempre nuove curiosità sul nostro lavoro e facendovi visitare, attraverso le nostre parole, tradizioni, riti e culti di altre popolazioni e altre parti del mondo. Abbiamo visitato cimiteri monumentali stupendi, abbiamo raccontato come la morte possa anche essere gioiosa, abbiamo affrontato le dinamiche più nascoste e tristi legate al lutto. 

Questo è l’ultimo articolo di quest’anno, e abbiamo deciso, visto il periodo di festa, di farvi conoscere un posto, un posto nel quale il concetto di morte vuole assumere un altro significato.  Parliamo del crematorio di Hofheide in Belgio. Questo edificio, inaugurato nel 2013 e con una dimensione complessiva di circa 3800 mq, è nato per soddisfare il bisogno crescente della popolazione fiamminga di un luogo in cui poter svolgere il rito del commiato e al contempo la cremazione della salma. Le richieste di cremazione infatti sono notevolmente aumentate nell’ultimo decennio e risultano ad oggi in aumento costante.

Questo aumento, come abbiamo già visto,è anche dovuto all’eccesso di mortalità causato dal covid e si ritrova in quasi tutti i Paesi del mondo. Per questo e, soprattutto, per dare un posto carico di significato nel quale dare l’ultimo saluto a un nostro caro, gli studi di architettura Coussée & Goris Architecten e RCR Arquitectes, hanno pensato a questo edificio particolare, seguendo la linea dell’approccio integrato tra architettura e natura e dando vita ad uno spazio che si fonde completamente con il paesaggio circostante. Sembra infatti che l’edificio sia incastonato tra l’acqua della palude che lo circonda e il cielo che lo sovrasta. Grande attenzione è rivolta all’impatto ambientale: l’Hofheide è riscaldato tramite il recupero del calore dei gas dei forni crematori cercando di impattare il meno possibile sull’ambiente e le acque grigie vengono trattate e convogliate nella palude antistante. Ogni elemento di questo spazio architettonico complesso è stato pensato per mantenere una continuità con l’aspetto simbolico della morte.

L’acqua è vista come il simbolo di rigenerazione e la struttura riflette un gioco infinito di riflessi e colori. I materiali e le finiture della costruzione sono contemporanee e vogliono, da un punto di vista visivo, dare forte continuità con il paesaggio circostante. La facciata è un involucro in cemento colorato che ricorda la pietra locale e l’intero edificio si confonde con il panorama degli alberi che fanno da sfondo sulla collina. Questo è un luogo in cui celebrare la funzione funebre ed accompagnare nel passaggio il defunto in un processo rituale completo che va dalla veglia alla cremazione come elemento di congiunzione del cerchio della vita che si chiude.

Il crematorio Hofheide offre una gamma di servizi per ogni tipo di cerimonia. E’ possibile richiedere la diretta streaming di tutte le celebrazioni per consentire a chiunque di partecipare anche a distanza. Le cerimonie disponibili sono di diverso tipo: il crematorio offre la possibilità di richiedere celebrazioni civili, liberali, cattoliche romane e di altre filosofie di vita. I parenti e gli amici dei defunti possono inoltre decidere come salutare i propri cari seguendo le loro ultime volontà: c’è la possibilità di lasciare una targhetta con il loro nome sull’albero della vita o sulle colonne della rimembranza; si possono spargere le ceneri sul prato di diffusione attrezzato; si possono lasciare le urne all’interno del colombario in nicchie che ospitano anche fiori o seppellirle nel campo delle urne. Infine c’è un campo stellato con il memoriale per i bambini fino ai 12 anni.

Questo è un progetto molto interessante e apre a una nuova concezione della morte, non più solo momento di riflessione interiore e del lutto ma momento di passaggio, di condivisione e di continuità con la vita terrena. E’ una visione molto romantica e adulta del lutto, ma anche un modo per elaborarlo più velocemente e rendere onore alle volontà del nostro caro che non c’è più. Questo luogo è unico al mondo, ma non è detto che in futuro l’idea non venga ripresa anche in altri paesi, compreso il nostro. 

Foto: TIM VAN DE VELDE

Le concessioni cimiteriali

In questi anni abbiamo analizzato la morte nelle sue sfaccettature più differenti, abbiamo analizzato le dinamiche del lutto e vi abbiamo fatto conoscere sempre di più, anche attraverso delle piccole curiosità, la nostra professione. 

Quando una persona a noi cara viene a mancare il primo sentimento è il lutto, dopo pensiamo al funerale e alla sepoltura. Ma cosa accade dopo le esequie? La burocrazia del mondo dei vivi ci da diverse opzioni, vediamole.

Il defunto può essere tumulato all’interno di uno spazio libero del cimitero o, nel caso se ne sia in possesso, nella cappella della famiglia, o ancora si può optare per la cremazione. In quest’ultimo caso l’urna con le ceneri può essere riposta all’interno di uno spazio cimiteriale o può essere restituita alla famiglia che deciderà, sempre nel rispetto delle norme vigenti, cosa farne anche in base alle volontà del defunto. 

Nel caso la volontà del defunto sia quella di essere inumato o custodito in un loculo nel cimitero, si va incontro alla concessione cimiteriale, che viene regolamentata dalle norme della polizia mortuaria.

Quando si parla di polizia mortuaria, come abbiamo accennato, interviene inevitabilmente la domanda sui limiti e le prerogative dell’uso privato di spazi interni al cimitero, ovvero:

per quanto tempo è possibile “affittare” uno spazio nel terreno o un loculo cimiteriale per il defunto? Dopo quanti anni la salma verrà riesumata e lo spazio affittato tornerà a disposizione del cimitero per altri defunti? Per quanto tempo si può rinnovare la concessione?

Il regime che disciplina questo diritto è quello delle concessioni cimiteriali, ovverosia, del prestito di un diritto proprio dell’ente pubblico (la proprietà dei cimiteri è parte del demanio necessario 832 codice civile), ad un altro soggetto, privato, sia esso persona fisica od ente, affinché questi vi destini il proprio sepolcro per sé o per i suoi parenti.

Il cimitero riveste una funzione pubblica. La concessione in particolare è un diritto del privato in deroga al diritto del pubblico. Esso basa la sua regolamentazione fin già nell’articolo 100 del R. d. n. 448/1892, il quale, istituendo le concessioni cimiteriali, ne creava il doppio macro genus, definendo il limite temporale delle medesime, che potevano essere a tempo determinato ovvero perpetue.

Le norme recenti in materia di concessione cimiteriale sono contenute all’interno del D.P.R. 285/1990, cioè il già ampiamente citato regolamento di polizia mortuaria.

Le modalità per il rilascio di una concessione cimiteriale sono stabilite dal regolamento comunale cimiteriale. Di norma, il richiedente, che potrebbe essere anche il futuro utilizzatore, presenta un’istanza all’ufficio competente, alla quale fare seguito il pagamento della relativa tariffa. Tale pagamento può essere dimostrato anche al momento della presentazione dell’istanza allegando alla stessa la relativa ricevuta. Con il rilascio della concessione, il titolare della stessa ha il diritto di usare la sepoltura per un periodo di tempo determinato alle condizioni stabilite dal regolamento comunale, ma rimane integro per il comune il diritto di proprietà dello spazio cimiteriale.

La durata delle concessioni è a tempo determinato. A richiesta degli interessati è consentita la proroga delle concessioni di loculi e cellette. La proroga della concessione si effettua per una sola volta e per un uguale periodo di tempo, entro i sei mesi dalla scadenza, dietro il pagamento del canone di concessione di cui in tariffa, decisa da ogni comune.

Nel caso non venga rinnovata la concessione, l’esumazione o l’estumulazione vengono effettuate d’ufficio qualora la famiglia, in tempo utile rispetto alla data delle operazioni, non prenda contatti con gli uffici e disponga altrimenti. In questo caso le spoglie vengono conservate in perpetuo nei depositi cimiteriali (non accessibili alle visite), restando a disposizione dei familiari che volessero in seguito scegliere una nuova destinazione per il defunto.

È una disciplina molto complicata: Le regole sono tante ma sono ben gestite dai comuni. Il nostro lavoro come agenzia funebre, lo abbiamo sempre ricordato, consiste anche nell’aiutarti nella parte più burocratica della sepoltura, in modo che il vostro caro possa riposare in pace e voi possiate essere liberati dal peso delle norme che, in quei momenti, può risultare insopportabile. 

L’ultimo saluto ai nostri amici animali

Cani, gatti o qualunque altro animale domestico, ormai, sono sempre più considerati membri a tutti gli effetti della nostra famiglia. E quando questo passa a miglior vita, lascia un carico di sconforto e un vuoto che per molti versi è paragonabile alla perdita di un familiare o un amico caro. Perciò il nostro desiderio, al momento della dipartita, è quello di dare al nostro animale una degna sepoltura e ricordo e non smaltirlo semplicemente, come vorrebbe la normativa.

Cerchiamo di capire cosa dobbiamo fare quando un nostro animale ci abbandona: la prima cosa da fare è denunciare la morte presso un veterinario il quale provvederà a redigere una certificazione del decesso.

Le spoglie del nostro animale, poi, andranno portate in centri di cremazione. In alternativa si può provare a richiedere un permesso per una sepoltura in un terreno privato, ma è necessario venire autorizzati da un responsabile dei servizi veterinari della ASL per ottenere un parere positivo e la fossa deve rispettare determinate norme. Entrambe le soluzioni rischiano perciò di diventare dispendiose e lunghe dal punto di vista burocratico.

Per fortuna la legge lascia alcune alternative, come quella di affidarsi ad un’agenzia funebre autorizzata e dargli una degna sepoltura in particolari cimiteri per animali o farli cremare in una forma molto simile a quella degli esseri umani, con tanto di consegna delle ceneri.

“Nel caso si tratti di un cane, bisognerà recarsi presso l’anagrafe canina col certificato del decesso”.

La legislazione

Abbiamo già visto in un precede articolo cosa fare quando il nostro animale muore. Qui di seguito riportiamo la legislatura vigente che ci permette meglio di capire come gestire la situazione.

Vediamo innanzitutto quali sono gli animali da compagnia. Una elencazione precisa è contenuta nel Regolamento UE sui Movimenti a carattere non commerciale di Animali da Compagnia n. 576-577/13” in base alla quale sono classificati tali, salvo diversa specificazione regionale:

  • pets: cani, gatti e furetti;
  • animali acquatici ornamentali;
  • uccelli (ad esclusione del pollame);
  • roditori e conigli (detenuti per fini non alimentari).
  • invertebrati (ad eccezione di api e bombi, molluschi e crostacei)

Quando l’animale muore le spoglie possono essere:

  • interrate in un terreno di proprietà del detentore dell’animale o di altra persona che ne autorizza l’interramento (ad esclusione degli equini);
  • smaltite in centri autorizzati di incenerimento per animali di affezione;
  • interrate in cimiteri per animali d’affezione autorizzati dalle autorità competenti per il territorio.

Il decesso dell’animale deve in ogni caso essere comunicato all’ASL entro 15 giorni. Se l’animale era iscritto all’anagrafe specifica è necessario comunicarne il decesso per consentire la cancellazione dai registri dell’anagrafe stessa, entro un periodo stabilito dal Comune di residenza (che varia tra i 3 e i 15 giorni), presentando:

  • Documento d’identità del proprietario dell’animale;
  • Modulo di decesso messo a disposizione dal Comune di residenza del proprietario;
  • Certificato di smaltimento della carcassa rilasciato dall’impianto che ha effettuato la cremazione o equivalente dichiarazione sostitutiva di atto notorio (autocertificazione) o, nel caso di inumazione, certificato di morte redatto da un qualsiasi medico veterinario iscritto all’Ordine;
  • Richiesta solo da alcuni Comuni: dichiarazione in autocertificazione che l’animale morto non ha provocato o subito lesioni a/da persone o animali.

Ai fini del trasporto e smaltimento il corpo di un animale, secondo le vigenti norme veterinari europee è classificato di Categoria I. Ad esso si applica l’articolo 19 del Regolamento CE n. 1069/2009. Quindi è permesso unicamente il suo interramento o l’incenerimento. La tumulazione è consentita solo per le ceneri di animale. È bene rammentare che la legge impone al possessore dell’animale deceduto l’obbligo di provvedere alla sistemazione definitiva del corpo, vietandone l’abbandono, lo scarico o l’eliminazione incontrollata. (oltremagazine.com)

La scelta di un professionista

Anche nel caso della scomparsa di un animale la legislazione in materia appare ricca di regole da seguire. Il lutto è sempre doloroso, anche in questi casi, perciò certe decisioni devono essere affrontate con cura e mente sgombra dal dolore. Per questo, per evitare di incorrere in sanzioni o problemi, è sempre utile chiedere un consiglio a un professionista del settore.

Oggi siamo in grado di offrire un servizio completo e dedicato anche per i nostri amici a quattro zampe. Le agenzie possono occuparsi senza alcun problema della parte burocratica e della cremazione, consegnando le ceneri al proprietario che, deciderà come conservarle.

Il nostro settore si espande sempre di più, la società che muta ci presenta sempre nuove sfide e, noi, dobbiamo farci trovare sempre pronti a raccoglierle. Si parla spesso di famiglia e della sua importanza, e noi consideriamo i nostri animali come familiari, e come tali devono essere trattati. Grazie ai nostri servizi, competenza e professionalità continueremo a godere della loro compagnie e del loro spirito gioioso.

Le norme cimiteriali

Una parte molto importante del nostro lavoro di impresari funebri riguarda la burocrazia.
In Italia, come in tutto il mondo, le sepolture sono normate da specifiche leggi e regolamenti, che possono variare nelle diverse regioni o territori del nostro Paese.

La normativa nazionale in materia cimiteriale è trattata per la prima volta, attraverso un regio decreto, nel 1934 e si arricchisce negli anni con leggi, circolari e norme delle singole regioni.

Normativa nazionale in materia cimiteriale:

  • 1934: Regio Decreto del 27 luglio 1934, n. 1265 (T.U.LL.SS. titolo VI.).
  • 1942: art. 224 Codice civile (articolo abrogato dalla Legge 19 maggio 1975, n. 151)
  • 1978: Circolare Ministero della Sanità 19 giugno 1978, n. 62.
  • 1987: Legge 29 ottobre 1987 nº 440.
  • 1990: Regolamento di Polizia Mortuaria D.P.R. 10.09.1990 N.285.
  • 1993: Circolare Ministero della Sanità 24 giugno 1993 nº 24
  • 1998: Circolare Ministero della Sanità 31 luglio 1998 nº 10
  • 2002: Legge 1º agosto 2002 N° 166.

Come possiamo vedere la materia è stata normata nei vari anni e si è adattata al mutare dello stile di vita e delle necessità dei singoli territori. A questo proposito, il D.P.R. nº 616 del 1977, in materia di trasferimento di potere dallo Stato centrale alle Regioni, permette a queste di individuare delle norme specifiche per i singoli territori.

Il consiglio comunale, poi, è l’unico organismo deputato a modificare il Regolamento di Polizia Mortuaria.

L’insieme di queste norme e regolamenti serve a disciplinare l’intero comparto funerario, dalla burocrazia da produrre al momento della morte, ai materiali e dimensione del baule, agli spazi cimiteriali, al trasporto del feretro. Ogni territorio ha esigenze diverse, ed è indispensabile avere regolamenti certi e precisi che disciplinino ogni aspetto.

Col passare degli anni, infatti, sono cambiate molte disposizioni e molte procedure si sono adeguate al tempo che viviamo. Pensiamo, ad esempio, alla pratica della cremazione che, negli ultimi anni, ha visto un aumento delle richieste. Tutte le pratiche di tumulazione sono disciplinate minuziosamente dal Regolamento di Polizia Mortuaria, dove troviamo tutte le regole e procedure da seguire per la tumulazione.

In particolare, il regolamento, disciplina ogni aspetto del trattamento del cadavere, dalla denuncia della morte alle autorità competenti, al periodo di tempo minimo che deve intercorrere tra il decesso e la tumulazione, allo spessore del legno dei bauli, al tipo di tumulazione (sepoltura, utilizzo di loculi, cremazione, ecc.), ai piani cimiteriali. Come abbiamo visto, oltre a questo, ci sono altre norme e regole che possono essere adottate a livello locale, in base alla specificità dei territori.

Tutte queste regole sono articolate e complesse. Il nostro lavoro, quello dell’impresario funebre, prevede il completo rispetto di tutte le procedure individuate tramite legge e conciliarle con le esigenze della famiglia del defunto o delle sue ultime volontà.

Come sappiamo la morte è un momento triste e concitato della vita di ogni persona. Dover ragionare sulle questioni legali e burocratiche, in un arco di tempo così breve, sarebbe troppo complicato. Per questo le agenzie come le Onoranze Funebri Emidio e Alfredo De Florentiis, una volta delegate, potranno svolgere l’insieme delle pratiche burocratiche e legislative nella maniera più discreta e con tutta l’attenzione e la serietà necessaria. Il nostro lavoro è anche trovare tutte le soluzioni migliori, conciliarle con le ultime volontà del defunto o con le richieste della famiglia, senza che queste vadano contro la legge o i regolamenti.

Questa è la parte più nascosta del nostro lavoro. L’insieme di documenti, autorizzazioni e comunicazioni da fare è consistente, e il tempo per farle molto ridotto.

Lo abbiamo sempre detto, i funerali, tutti i riti funebri, sono momenti difficili e di forte impatto emotivo nella vita di ognuno di noi. Chi subisce un lutto deve pensare a tante cose e, di sicuro, non alla burocrazia o alle questioni legali. Per questo ci siamo noi.

Per altre curiosità e per altri aspetti del nostro lavoro, continua a seguire il nostro blog.

Non solo sepolture

Noi siamo un’impresa funebre. Curiamo con minuziosità ogni particolare del funerale, dalla scelta del rito, al luogo di sepoltura, alla burocrazia.
Negli anni abbiamo vissuto tanti cambiamenti riguardanti il nostro lavoro; sono cambiati i mezzi di trasporto, è cambiata la scelta dei fiori, abbiamo una vasta gamma di bauli tra i quali scegliere affianco a quelli tradizionali, abbiamo vissuto l’aumento della richiesta delle cremazioni e ci siamo attrezzati per soddisfare qualunque ultimo desiderio.
I tempi corrono e anche il nostro mestiere muta e, noi, dobbiamo essere sempre pronti a soddisfare le richieste in un momento così delicato della vita di ognuno di noi.

Uno dei nostri compiti è quello di guardare avanti e informarci su tutte le nuove possibilità per ricordare, nella maniera più unica e personale, i nostri cari che non sono più con noi. Il futuro cambierà le nostre vite e, insieme a queste, anche il nostro rapporto con la morte. La sepoltura non sarà più l’unica alternativa. Abbiamo già affrontato il discorso della cremazione e della dispersione delle ceneri, ora vedremo qualche altra curiosa alternativa che il futuro potrebbe riservarci.

Tutte queste possibilità descritte in seguito, sono un esempio di ciò che potremmo avere in un futuro. Dobbiamo ricordare che sono possibilità esistenti in varie parti del mondo, ma che la legge italiana non permette.

Victor Tangermann su futurism ci fa conoscere 7 curiose alternative:

  • Dispersi nella stratosfera: per un appassionato di fisica o astronomia potrebbe essere una alternativa molto allietante. L’azienda statunitense mesoloft, grazie ai suoi palloni aerostatici offre già questo servizio. Le ceneri vengono portate a un altezza di circa 23000 metri e disperse nella stratosfera e successivamente “torneranno sulla terra e si adageranno sulla cima delle montagne, nelle dune del deserto, negli oceani, i fiumi e i laghi”. Il costo varia dai 6000$ del servizio base ai 12500$ del servizio più esclusivo (foto e video non inclusi).
  • Riposo buddista: Il Koukokuji Buddhist Temple, a Tokyo, offre la possibilità di conservare le ceneri dei defunti all’interno di una futuristica urna di vetro a forma di Buddha, illuminata da luci a led. I posti disponibili non sono tanti, circa 2000 e, al prezzo di 6.000 euro più 80 euro l’anno per le spese, permettono di avere un luogo di sepoltura tra i più suggestivi.
  • Farsi diamante: un autentico diamante creato dalle ceneri dei propri affetti defunti. Lifigem è un azienda statunitense che attraverso un processo di estrazione del carbonio dalle ceneri e macchinari in gradi di riprodurre la pressione terreste necessaria alla formazione delle gemme, vi permetterà di avere un ricordo durevole del vostro affetto. La scelta delle gemme è ampia e i prezzi variano dai 2000$ ai 24000$, in base alla caratura della gemma finale.
  • La sepoltura silvestre: Si tratta di tumulare la salma in boschi o di foreste destinate appositamente a questo scopo. Questi cimiteri silvestri si trovano spesso immersi in paesaggi molto belli, lontani dai centri abitati e privi della tetra sensazione che spesso provocano i soliti cimiteri. Non ci sono lapidi nel senso tradizionale anche se possono esserci delle targhette con il solo nome e le date di nascita e morte. Talvolta la presenza della fossa è indicata da un albero, talvolta invece le sepolture sono assolutamente non contrassegnate. Diventa quindi sempre più diffuso l’utilizzo di bare biodegradabili e di altri materiali ecologici. È consigliabile pianificare la sepoltura con largo anticipo; in tal modo sarà forse possibile scegliere addirittura il punto della propria sepoltura (ritolaico.com).
  • Diventare corallo: le ceneri vengono mischiate con una speciale miscela di cemento. Successivamente viene calata in mare, vicino a una barriera corallina, dove viene colonizzata dai microrganismi e creature varie, tra cui anche i coralli. Il progetto si chiama Eternal Reefs e, oltre a offrire una alternativa alla sepoltura tradizionale, vuole anche preservare l’ambiente marino per le generazioni future. I servizi offerti sono diversi e i costi variano da circa 4000$ per la struttura più piccola ai 7500$ per quella più grande.

Queste che abbiamo descritto sono alcune tra le più curiose e particolari alternative alle sepolture tradizionali. Come già detto, la legge italiana non consente queste possibilità. Inoltre, la nostra cultura, ci porta verso un culto dei morti meno futurista. Ma una cosa è certa: qualunque novità ci riservi il futuro, il nostro desiderio è dare l’ultimo saluto ai nostri cari nella maniera più personale e solenne possibile. Il nostro compito, come agenzia funebre, non muterà comunque. Saremo sempre a disposizione per organizzare al meglio l’ultimo saluto, con discrezione e serietà.

Per altre curiosità sul nostro lavoro, continuate a seguire il nostro blog!

Open chat
Posso aiutarti?
Salve,
posso esserti di aiuto?